martedì 29 novembre 2016

Risotto agli spinaci, stracchino e nocciole

Martedì 29 novembre… è già martedì!! Scorre velocissimo il tempo, non vi pare?
Avrei voluto pubblicare ieri questo post, e farvi compagnia nel giorno più temuto e odiato della settimana… ma facciamo finta di aver allungato un po’ il weekend ;-)
In effetti, dopo un fine settimana perennemente sopra i libri (qualcuno mi può ricordare perché mi sono iscritta all’università? :-P ), quest’ultimo me lo sono goduto un po’ di più, in dolce compagnia, a spasso per negozi e con la testa finalmente leggera.
Ma se ormai tutto questo è solo un ricordo, cerco di combattere la malinconia e la fatica della settimana con uno dei miei piatti preferiti: il risotto.
Per me il risotto, insieme alla zuppa, è l’inno al binomio pantofole-pigiamone, è il calduccio di casa al quadrato, la quintessenza del coccolarsi col cibo.
In quei giorni umidi e piovosi, quando il cielo è grigio e le folate gelide si infilano sotto il giaccone, quando infilare il naso nella sciarpa non basta e i litri di tè bollente nemmeno, l’unico antidoto è un risotto caldo e corposo, da rimestare con lentezza, in piedi accanto ai fornelli, godendosi il calduccio della fiamma e il borbottio del brodo e la fragranza del burro…
Vado pazza per i risotti anche per la libertà che lasciano negli abbinamenti: si lasciano addomesticare da qualsiasi ingrediente e sono la base perfetta, neutra ma corposa, per esaltare e moltiplicare l’intensità di ogni sapore, dal più delicato al più pungente.
Da qui la mia tendenza a risottizzare ogni abbinamento di sapori: per metterlo alla prova, e allo stesso tempo godermelo nella veste più semplice ;-))
Il risotto di oggi è uno dei primi che ho imparato a cucinare, ma, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai e quindi anche a distanza di anni rimane in vetta alla mia classifica dei risotti, insieme al trio zucca-spinaci-nocciole e… beh, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma se continuate a seguirmi lo scoprirete presto! ;-)

Insomma, tante chiacchiere per presentarvi un risottino semplice, quasi scarno (difficile non avere in casa gli ingredienti!) quanto buono: un risottino un po’ minimal, ma che vi farà innamorare alla prima forchettata, promesso! :-P
RISOTTO AGLI SPINACI, NOCCIOLE E STRACCHINO


Ingredienti per 2:
160 g riso vialone nano
200 g di spinaci freschi
20 g di nocciole tostate e tritate
100 g di stracchino
1 scalogno
Brodo vegetale q.b.
Burro e parmigiano grattugiato q.b.
Noce moscata
Sale e olio extravergine d'oliva

1) Tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire con qualche cucchiaio d’olio in un’ampia padella.

2) Aggiungete un cucchiaio di brodo caldo, il riso e fatelo tostare per qualche minuto, quindi aggiungete gli spinaci lavati e tagliuzzati.

3) Portate a cottura aggiungendo brodo caldo poco alla volta (serviranno 15-20 minuti).

4) Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete le nocciole tritate, abbondante noce moscata grattata al momento e sale quanto basta.

5) Infine spegnete e mantecate con lo stracchino, e, a piacere, con burro o parmigiano grattugiato. Servite subito ben caldo!

Buona settimana a tutti… appuntamento alla prossima ricetta!

E. <3

lunedì 21 novembre 2016

Tiramisù...en pointe per l'MTC n°61: pompelmo rosa, cioccolato bianco e pistacchi

Quando ho scoperto la ricetta della nuova sfida dell’MT Challenge mi sono messa le mani nei capelli (o forse no, perché li avevo già dritti). Cito, così ci credete anche voi: Il sexy tiramisù di Susy May del blog Coscina di Pollo”.

Eeeh???

Non bastava il tiramisù -  il dolce che non ho mai capito e che ho sempre evitato con cura, al quale mi sono accostata per ultimo e con grande terrore/reverenza, per forza o per amore… Non bastava il tiramisù, con le sue tremila calorie, lo spauracchio delle uova crude e la minaccia incombente degli albumi smontati… pure sexy qui lo vogliono!
Sexy, io??? Io che in discoteca sono rigida come un manico di scopa e forse - dico forse - dopo qualche birra riesco ad avvicinarmi un po' di più al tubo di un aspirapolvere! Al massimo chic, raffinato, minimal, femminile… ma sexy non è proprio nel mio vocabolario, ve lo garantisco!
E allora, se volete farvi due risate, vi racconto cosa ho escogitato.

Dopo aver passato in rassegna gli ultimi film visti (la Jolie? Poverina, meglio lasciarla stare, dopo tutti quei gossip! La Roberts? Troppo scontato, visto che passa un film intero a mangiare :-P ), è stata una folgorazione... E mi è venuta in mente lei: Natalie Portman! 
Sfido chiunque a dire che la Portman non sia sexy
Ma non una Portman a caso, LA Portman del "Cigno Nero", un concentrato di grazia e delicatezza, e allo stesso tempo forza e determinazione.  
Al di là del discutibile messaggio che il film trasmette sul mondo della danza, indimenticabile la scena finale in cui lei, bella e terribile, interpreta la morte del cigno per l'ultima volta, con tutte le energie che le rimangono, prima di accasciarsi a terra, uccisa con le sue stesse mani da un frammento di specchio.
Quando poi ho scoperto che la Portman era di origini israeliane, ogni pezzo è andato al suo posto e, come per magia, è nato questo "Tiramisù... en pointe".
Sono tre gli ingredienti principali: pompelmo rosa israeliano, aspro come il sudore e la fatica che ogni ballerino deve conoscere (nonché colazione della protagonista del film); pistacchi, anch'essi immancabili nella cucina del Medio Oriente; e infine cioccolato bianco, dolce e voluttuoso come la femminilità e la sensualità che solo la danza (e la Portman nel film!) sanno esprimere. 
Tre ingredienti in perfetto equilibrio, come una ballerina che danza sulle punte, per un tiramisù strano e ingannevole come l'atmosfera del thriller ma arioso e fresco, come un pezzo di Tchaikovsky.
Non so se ci sono riuscita, ma è questa l'idea che ho cercato di tradurre in sapori.
 
E adesso potete dire quello che volete: che questa roba qui, con la Portman non ci azzecca un tubo, e che le ballerine il tiramisù non lo mangiano neanche in pensione… ma io ne vado proprio fiera, di questa roba qui, e allora sapete che vi dico? Peggio per voi, perché non ve ne lascio nemmeno un pezzettino! ;-))
 
TIRAMISÙ… EN POINTE AL CIOCCOLATO BIANCO, POMPELMO ROSA E PISTACCHI PER L’MTC N°61

Ingredienti per 4 persone:
Per i savoiardi al pistacchio:
40 g di pistacchi sgusciati
50 g di fecola di patate
70 g di farina 00
125 g di zucchero
100 g di albumi
80 g di tuorli
25 g di miele millefiori
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Zucchero a velo q.b.

1) Separate gli albumi dai tuorli.

Montate gli albumi con le fruste elettriche; quando raddoppiano di volume aggiungete in due o tre volte lo zucchero, sempre montando ed aumentando la velocità. Dopo circa 10-12 minuti saranno montati a neve ferma.

2) Nel frattempo sbattete i tuorli con il miele, quindi unite questo composto alle chiare montate usando una spatola e con movimenti dal basso verso l’alto.

3) Unite quindi la farina e la fecola setacciate, i pistacchi ridotti in una farina finissima e l'estratto di vaniglia, sempre molto delicatamente.

4) Riempite una sac-à-poche con bocchetta liscia da 10-14 mm. Formate dei bastoncini lunghi circa 8 cm su una teglia coperta di carta forno e leggermente imburrata.

5) Spolverate con lo zucchero a velo, aspettate che sia assorbito e spolverate di nuovo (servirà a far venire la crosticina superficiale). Quando li infornate lo zucchero dovrà essere completamente assorbito.

6) Cuocete in forno già caldo statico a 180°C per i primi 3 minuti con lo sportello chiuso e poi per altri 4 minuti con lo sportello leggermente aperto (basterà incastrare il manico di un cucchiaio di legno nella porta).

7) Sfornate e fate raffreddare completamente i savoiardi prima di rimuoverli dalla teglia, poiché saranno molto morbidi. 

Per la bagna:
Succo di ½ pompelmo rosa (50 g circa)
50 g di acqua
20 g di zucchero semolato (Circa 1 cucchiaio)

Mettete l’acqua e lo zucchero in un pentolino, portate a bollore e mescolate fino a completo scioglimento. Lasciate raffreddare e unite il succo del pompelmo.

Per la crema:
2 uova (tuorli e albumi separati)
2 cucchiai rasi di zucchero
80 g di cioccolato bianco
250 g di mascarpone
Scorza grattugiata di ½ pompelmo rosa (per me israeliano)

1) Sciogliete a bagnomaria il cioccolato. Lasciate intiepidire e tenete da parte.
2) Montate i tuorli con lo zucchero e la scorza del pompelmo. Quando sono chiari e spumosi aggiungete il mascarpone, mescolate bene, poi il cioccolato bianco e mescolate ancora.
3) Montate gli albumi a neve ferma e aggiungeteli in 2-3 volte al composto di tuorli, mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontare il composto.

Per finire:
50 g di pistacchi tritati (al naturale)

Inzuppate velocemente i savoiardi al pistacchio nella bagna al pompelmo e disponeteli sul fondo di ogni coppa.
Coprite con una cucchiaiata di crema al cioccolato bianco e una manciata di pistacchi tritati. Continuate con un altro strato di savoiardi, crema, pistacchi e così via fino ad arrivare all'orlo della coppa. Terminate con qualche pistacchio tritato o una spolverata di zucchero a velo.
Fate riposare un paio d’ore in frigorifero e servite il tiramisù al cioccolato bianco, pompelmo e pistacchi.
Con questa ricetta partecipo alla sfida n°61 dell'MT Challenge, che ha per tema "Il sexy tiramisù" di Susy May, del blog Coscina di pollo:
Se siete arrivati fin qui a leggere, non posso che offrivi una coppa di tiramisù...e darvi appuntamento alla prossima ricetta!! ;-)
E. <3

venerdì 18 novembre 2016

Ciambella di zucca con nocciole e sciroppo d'acero

Buongiorno buongiorno! ;-))
Oggi si riparte alla grande con un dolcetto semplicissimo, rustico e sano come piace a me, che grida a gran voce: Autunno!
Non che io vada pazza per i 3 gradi la mattina, le mani congelate o la paralisi facciale ogni volta che vado in bicicletta… ma l’autunno un lato positivo ce l’ha ed è proprio la zucca! Va beh, io aggiungerei anche le castagne e i cachi e le mele nuove e gli agrumi che piovono da tutte le parti…insomma quante cose belle ci offre la natura?? ;-)
E quindi un pezzettino di zucca in cucina io lo tengo sempre, nell’attesa che mi venga qualche nuova idea da sperimentare… e vi assicuro che la stagione delle zucche finisce sempre troppo presto per permettermi di soddisfare la mia curiosità culinaria! :-P

Allora vediamo…gnocchi di zucca? Fatti! Risotto alla zucca? Ovviamente, adoro i risotti ;-) Zuppa? In tutte le salse, passiamo avanti. Vellutata? Ma per chi mi hai preso? E’ stata la primissima cosa! Polpette? Fatte anche quelle. Pane alla zucca? Presente! Torta? Come hai detto scusa? Fammi controllare… oddio devo correre subito ai ripari!!
E così è stato. Per la verità la torta in questione è diventata una ciambella, e per far compagnia alla zucca ho aggiunto una manciata di deliziose nocciole tritate, e lo sciroppo d’acero che si era stancato dei soliti pancakes ;-)
Io me ne torno a studiare (e a cucinare :-P), intanto vi lascio la ricetta e vi auguro un buonissimo weekend… che ne dite, ci esce il tempo per questa tortina? ;-)

CIAMBELLA ALLA ZUCCA CON NOCCIOLE E SCIROPPO D'ACERO
Ingredienti per uno stampo da 18 cm:
2 uova
130 g di farina 00
130 g di polpa di zucca cotta
40 g di farina tipo 2
50 g di nocciole tostate e tritate
80 g di sciroppo d'acero
40 g di zucchero di canna
60 g di olio di semi di arachide
50 g di succo d'arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

1) Tagliate la zucca a fette e cuocetela in forno a 180°C per 20-30 minuti, o finché non è morbida. Prelevate la polpa e riducetela in purea insieme al succo d'arancia.

2) Sbattete le uova con lo sciroppo d'acero e lo zucchero di canna, aggiungete la vaniglia, il sale e la polpa di zucca.

 3) Mescolate e aggiungete anche l’olio a filo. Infine aggiungete le nocciole tritate e le farine setacciate con il lievito.

4) Versate l'impasto nello stampo a ciambella imburrato e infarinato e cuocete in forno già caldo a 180° C per 40 minuti.

NOTE:
Potete aromatizzare la ciambella con cannella, zenzero o le vostre spezie preferite! ;-)
 
A presto!
E. <3

giovedì 10 novembre 2016

Le ciambelle di mosto marchigiane: profumo di casa...

Ritorno oggi, dopo tanto tempo.
Una vita del tutto nuova mi separa dall'ultimo post: infinite valigie fatte e disfatte, alcuni cassetti svuotati e altri riempiti, orari e biglietti, stazioni buie e treni vuoti di sera, ma anche volti e accenti nuovi, nuove strade e nuovi profumi di cui innamorarsi, e una gran voglia di vivere senza sprecare un secondo. 
È di tutto questo che voglio raccontarvi, e piano piano lo farò, non temete... Perché questo blog oltre che di cucina e cibo parla anche  di me, di me che amo la cucina e il cibo, e quindi alla fine siamo sempre lì ;-)


Ma oggi per un attimo voglio tornare virtualmente a casa, e vi porto con me proponendovi questa ricetta della tradizione marchigiana, molto diffusa tra forni e pasticcerie locali, e quasi sconosciuta -purtroppo- al resto del mondo...

Le ciambelle di mosto sono uno fra i ricordi più belli della mia infanzia, protagoniste di infinite colazioni e merende a scuola: facevano capolino i primi giorni di ottobre con l'inizio della vendemmia e addolcivano il rientro a scuola. 
Dopo averle comprate per tanti anni, finalmente mi sono decisa a prepararle in casa e dopo alcune prove vi regalo la mia ricetta definitiva: per chi, come me, le conosce e le ha sempre amate, ma anche per chi è curioso di scoprire un sapore nuovo. 
Un piccolo omaggio alle mie Marche, sconquassate e traballanti, che mai come in questo momento hanno bisogno di credere in se stesse e di rialzarsi, riscoprendo la vera Bellezza - che non crolla!, perché non è solo nelle case e negli edifici, ma è nella gente, nelle tradizioni, nelle parole, nei cuori. 
 

LE CIAMBELLE DI MOSTO MARCHIGIANE
(Ricetta tratta e modificata da Ricette tradizionali matelicesi di Antonio Trecciola )
Ingredienti per 6 ciambelle grandi
Per il lievitino:
100 g di acqua tiepida
100 g di farina 0
12 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele

1) Sciogliete il lievito e il miele nell’acqua tiepida. Aggiungete la farina e mescolate giusto il tempo di formare una “crema”. Coprite e lasciate lievitare per circa 45 minuti (deve triplicare).

Per l’impasto:
500 g di farina 0
110 g di zucchero semolato
260-270 g di mosto d’uva
65 g di olio di semi d’arachide
4 g di semi di anice
2 g di sale fino

1) Nella ciotola della planetaria versate la farina setacciata, lo zucchero e i semi di anice. Aggiungete il lievitino e il mosto ed iniziate ad impastare con la foglia a bassa velocità: appena l’impasto prende consistenza montate il gancio e continuate fino ad incordatura.
Aggiungete l’olio a più riprese, facendolo assorbire bene ogni volta, e in ultimo il sale a pioggia: l’impasto è pronto quando risulta liscio, lucido e si stacca completamente dalle pareti.
Potete fare l’impasto anche a mano, aggiungendo gli ingredienti nello stesso ordine: risulterà un po’ appiccicoso ma cercate di non aggiungere troppa farina.

2) Adagiate l’impasto in una ciotola, coprite con pellicola e fate raddoppiare (per circa 3 ore).

3) Rovesciate l’impasto sulla spianatoia e dividetelo in 6 parti. Formate le ciambelle e ponetele ben distanziate su una teglia foderata di carta forno. Fate lievitare ancora fino al raddoppio, per 1 ora e mezza/2 ore.

4) Spennellate le ciambelle con poco latte e infornate in forno già caldo a 180°C per 25 minuti.
Servite le ciambelle di mosto fredde, farcite di Nutella o marmellata, inzuppandole nel latte o nel tè, in qualsiasi momento della giornata!! ;-)
NOTA:
Con la stessa ricetta potete preparare anche i biscotti di mosto!
Invece delle ciambelle, formate 2 lunghi filoncini e prolungate la cottura a 35-40 minuti.
Il giorno seguente tagliateli a fette spesse 1 cm e tostateli in forno a 160°C per 30 minuti, girandoli a metà cottura.

Io li adoro cosparsi di miele e inzuppati in una tazzona di tè bollente!


Vi aspetto qui, per la prossima ricetta! Un bacio,
E.<3

martedì 27 settembre 2016

Pennette integrali allo sgombro, zucchine, limone e timo

Torno con poche parole e una ricetta di quelle che vanno di fretta, perché a volte la vita scorre troppo veloce e anche se all'apparenza ogni cosa sembra immobile, basta chiudere gli occhi un istante per scoprire che tutto è cambiato.
Ho sempre sognato che arrivasse questo momento, ma ora che sono alle soglie di una nuova vita ho paura a fare il primo passo: non so se dall'altra parte ci sia la terraferma... o il vuoto.
La valigia spalancata sul pavimento e tutte le mie cose sparpagliate sul letto, qualche vestito, una scatola di legno vuota, il caffè che prepara mia mamma e gli orecchini di perla...e mi chiedo se io sono davvero solo quelle poche cose ammonticchiate alla rinfusa, che stanno comodamente in una valigia e che presto avranno un'altra casa, un altro armadio, un'altra vita.

Questo piatto velocissimo è stato la mia scoperta dell'estate: sapete che non amo il pesce e lo sgombro in particolare, per il sapore forte e la consistenza "grassa" e oleosa. Invece il filetto sott'olio si è rivelato un'ottima alternativa (astenersi puristi! ;-) ): in questo piatto il limone stempera la componente grassa e insieme al timo dona freschezza all'insieme!
Io me lo tengo a mente per una pausa-pranzo veloce (perché ho la sensazione che ce ne saranno tante!) E voi? ;-))
 
PENNETTE INTEGRALI ALLO SGOMBRO, ZUCCHINE, LIMONE E TIMO
Ingredienti per 2:
160 g di pennette integrali
100 g di filetto di sgombro sott'olio
1 zucchina
1/2 limone piccolino non trattato
timo fresco
sale e olio evo q.b

1) Lavate, asciugate e spuntate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili. Scolate i filetti di sgombro e riduceteli in pezzi.

2) Scaldate due cucchiai di olio extravergine in una padella, fate rosolare lo sgombro e aggiungete le zucchine. Continuate la cottura finché le zucchine non sono morbide, salate, aggiungete in padella il succo di limone, il timo fresco e le pennette appena scolate al dente.

3) Servite subito con una grattata di scorza di limone.

A presto!
E.<3

giovedì 15 settembre 2016

Gnocchi di amaranto con melanzane, pomodori secchi e ricotta salata (senza glutine) per l'MTC n°59

Giovedì gnocchi!
Ma chi l'ha detto che gli gnocchi si fanno proprio di giovedì? E perché poi non farli anche di mercoledì, venerdì e pure domenica? 
Misteri... ma per non sbagliare oggi vi offro un bel piatto di gnocchi un po' particolari - che ormai lo sapete, se le cose non sono strane non mi vanno a genio! ;-)
Con il pretesto della sfida di settembre dell'MT Challenge, ho voluto sperimentare una versione senza glutine (ma anche senza uova, in realtà!) utilizzando una farina molto particolare, quella di amaranto, che ho scoperto grazie a questo meraviglioso libro di Marianna Franchi.
L'amaranto non è un cereale, bensì uno pseudocereale naturalmente privo di glutine, riconoscibile dai piccolissimi chicchi di color giallo chiaro.
Dall'odore caratteristico, simile a quello dell'erba appena tagliata, la farina di amaranto è ricca di proteine, in particolare lisina, magnesio, calcio, fosforo e ferro.
E proprio con questa farina particolarissima ho voluto creare degli gnocchi completamente senza glutine, che non hanno nulla da invidiare a quelli che lo contengono: morbidissimi e dal sapore delicato, sono stati apprezzati da tutti qui a casa. 
Unico accorgimento per chi li prepara? Sono molto delicati, perciò attenzione, sia durante la formatura che la cottura... ;-)
GNOCCHI DI AMARANTO CON MELANZANE, POMODORI SECCHI E RICOTTA SALATA (SENZA GLUTINE)

Ingredienti per 3 persone:
500 g di patate con la buccia (meglio se a pasta bianca)
70 g di farina integrale di amaranto
20 g di amido di mais
30-max 40 g di fecola di patate

300 g di pomodorini datterini
200 g di melanzana tonda
60 g di pomodori secchi
40 g di ricotta salata
qualche foglia di basilico fresco
sale e olio evo q.b.

Gli Gnocchi.
1) Lavate le patate e mettetele a bollire in acqua fredda per 30-40 minuti. Sbucciatele ancora calde e passatele più volte con lo schiacciapatate, poi allargatele sul piano da lavoro affinché perdano l'umidità rimasta.
2) Impastate le patate con le farine fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso (cercando di non aggiungere altra farina).
Formate tanti rotolini spessi 1,5 cm circa e divideteli in pezzetti lunghi circa 2 cm. Per formare gli gnocchi, rotolateli sul rigagnocchi (o sui rebbi di una forchetta) esercitando una leggera pressione. Quindi disponeteli ben distanziati su un vassoio coperto di carta forno.

Il Sugo.
3) Lavate i pomodorini e tagliateli in quarti. Riducete la melanzana a cubetti di 1 cm e i pomodori secchi a listarelle.
4) Scaldate qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella ampia, aggiungete i pomodori e dopo qualche minuto le melanzane. Fate cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti: le verdure devono essere morbide. 
Aggiungete i pomodori secchi e terminate la cottura. Prima di spegnere aggiustate di sale e aggiungete il basilico spezzettato.

5) Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli non appena vengono a galla. Conditeli con il sugo, abbondante ricotta salata grattugiata e una foglia di basilico.
Bon apétit! ;-)
Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge n°59. Questa volta il tema sono gli gnocchi di patate, proposto da Annarita Rossi del blog Il bosco di alici:

A presto! E. <3


sabato 10 settembre 2016

Crostata di more, ricotta e amaretti


 Settembre è il mese degli inizi.
Per qualcuno si ritorna a scuola, per altri a lavoro, altri ancora ricominciano a studiare e tutti fanno progetti.
Per me, settembre è il mese delle more. 
Non valgono nulla, arrampicate sui pendii scoscesi al bordo della strada, irte di rovi, nascoste tra gli sterpi, protese verso l'alto per non farsi afferrare. Eppure, lente e silenziose come lo scorrere del tempo, sono maturate al sole di tutta un'estate e lo portano intrappolato dentro: tiepide come le sere d'estate, con il naso all'insù a cercare le stelle, dolci come i troppi gelati sulla spiaggia, e infinite...come le foto e i ricordi di un'altra estate già passata.
E allora prima di iniziare un nuovo capitolo della mia vita, mi concedo ancora una passeggiata tra le siepi di rovi e vi offro una fetta di questa crostata, rustica e morbida allo stesso tempo, dolce e avvolgente come i ricordi infiniti che racchiude...




CROSTATA CHIUSA DI MORE, RICOTTA E AMARETTI

Ingredienti per una crostata da 24 cm:
Pasta frolla
390 g di farina 00
80 g di amaretti ridotti in polvere
130 g di zucchero semolato
2 uova (tuorli e albumi divisi)
64 g di olio extravergine d'oliva delicato
64 g di olio di riso (o altro extravergine)
32 g di acqua fredda
1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia homemade 
1 pizzico di sale

Ripieno
500 g di ricotta fresca di pecora
200 g di more selvatiche
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
20 g di zucchero di canna (se amate i dolci parecchio "dolci" potete aumentare a 40g)
2 cucchiai di amaretti sbriciolati



1) Preparate la frolla seguendo le indicazioni che trovate qui.
Fatela riposare un paio d'ore in frigorifero.

2) Preparate il ripieno: lavorate la ricotta con una frusta fino a renderla cremosa, aggiungete lo zucchero, la vaniglia e l'uovo. Mescolate bene e tenete da parte.

3) Stendete 2/3 della frolla e foderate con essa uno stampo da crostata da 24 cm. Togliete l'eccesso, bucherellate il fondo della crostata e cospargetelo con gli amaretti tritati.

4) Versate il ripieno di ricotta sulla base e disponete sopra le more lavate e asciugate, premendo delicatamente per farle affondare nella crema.
Chiudete con la frolla restante, sigillando bene i bordi, e bucherellate la superficie della crostata.

5) Infornate a 180°C per 45-50 minuti. 
Per cuocere bene il fondo, io ho capovolto delicatamente la crostata e l'ho infornata per altri 10 minuti.
Fate raffreddare completamente prima di servire, cosparsa di zucchero a velo.

NOTE:
Se è molto caldo, conservate la crostata di more e ricotta in frigo: la frolla si ammorbidirà un po', ma eviterete che si rovini la ricotta.





Un bacio e alla prossima ricetta ;-))
E. <3