Visualizzazione post con etichetta pesto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesto. Mostra tutti i post

mercoledì 16 dicembre 2015

Gnocchetti al pesto di pomodori secchi e noci


Vi avevo già parlato quest'estate del mio amore smisurato per il pesto, ricordate? :-)
Avevo già fatto l'elogio della sua semplicità e della sua versatilità; permette di dare nuova vita ai rimasugli della dispensa, può essere usato in mille modi diversi e poi, ovviamente, è buonissimo!
Ogni scusa è buona per sperimentarne una nuova versione: semplice al basilico, di rucola, di zucchine, di fave e pecorino (il primo post del blog...non ditemi che ve lo siete perso??), al finocchietto selvatico (anche questo lo trovate qui)...
A questo punto non poteva mancare il pesto di pomodori secchi e noci: che ci volete fare, proprio natalizio non sarà...ma sono certa che vi basterebbe sentirne il profumo per chiudere un occhio! ;-)
Trovate tanti altri spunti e indicazioni per il pesto fatto in casa qui.

GNOCCHETTI ALL'ACQUA AL PESTO DI POMODORI SECCHI E NOCI
Ingredienti per 4 persone:
Per gli gnocchetti
400 g di semola di grano duro
200 g di acqua tiepida
1 pizzico di sale

1) Disponete la farina e il sale a fontana sulla spianatoia. Versate al centro l'acqua e iniziate a impastare raccogliendo la farina dai bordi con una forchetta. Terminate di impastare a mano, stirando e battendo l'impasto sulla spianatoia fino a che non otterrete una palla liscia ed elastica.
Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno un'ora (io l'ho preparato la sera prima).
2) Riprendete l'impasto e formate tanti cordoncini di 1 cm circa di diametro. Infarinate e tagliate ciascun cordoncino in pezzetti lunghi 1-2 cm. Fate rotolare ciascun pezzetto sul rigagnocchi, esercitando una leggera pressione con l'indice e il medio fino ad ottenere la caratteristica forma leggermente concava degli gnocchi.
3) Disponete gli gnocchetti ben distanziati su un vassoio infarinato. 
Potete utilizzarli subito o conservarli per un mese in freezer: basterà aspettare che siano congelati per raccoglierli in un sacchetto di plastica (su cui avrete scritto la data!).
Per il pesto
80 g di pomodori secchi
30 g di noci sgusciate
20-30 g di pecorino
Timo fresco
Olio extravergine d'oliva
1) Riunite nel mixer i pomodori secchi (scolati e asciugati con carta assorbente), le noci sgusciate, il pecorino sbriciolato grossolanamente e il timo fresco. Frullate fino ad ottenere una crema abbastanza omogenea, aggiungendo olio extravergine d'oliva se occorre.
2) Nel frattempo cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata: sono pronti quando vengono a galla (5 minuti circa, a seconda della grandezza).
3) Versate il pesto preparato in una zuppiera e diluitelo con qualche cucchiaio di acqua della pasta. Aggiungete gli gnocchetti, mescolate delicatamente e servite subito, decorando con qualche noce spezzettata e un rametto di timo fresco.

Buon appetito e... a presto!
E. <3

mercoledì 8 luglio 2015

Penne al pesto di finocchietto selvatico e briciole di pane


... ovvero l'apologia del pesto, e istruzioni per l'uso! 

Già, proprio così! Ancora un pesto! Credo proprio di essere diventata pesto-dipendente. Avete presente quell'impulso che vi spinge a infilare nel mixer qualsiasi cosa vi capiti sotto tiro, dalle erbette dell'orto alla frutta secca rimasta in dispensa? Ecco, sto parlando proprio di quello :-)
Il pesto ha la fama di  essere estremamente semplice da eseguire, sia per la reperibilità degli ingredienti, sia per la rapidità di esecuzione, ma non per questo ha meno dignità di una lasagna o di una carbonara coi fiocchi! Tanto più che, a volerli cercare bene, ce ne sono di cavilli anche in un pesto genovese: mortaio o non mortaio, pinoli o mandorle, basilico genovese e via dicendo... basta chiedere ai puristi!
Ma io, che purista non sono, dopo aver capito qualche semplice regoletta, mi sto dilettando a sperimentare tutti gli accostamenti che mi vengono in mente. Perché il pesto non è semplicemente "tritare tutto insieme": richiede una certa attenzione negli accostamenti, per far sì che tutti i sapori convivano
con armonia, ma anche un occhio di riguardo alla consistenza: liscia e cremosa alcune volte, rustica e croccante altre.
Quello che ho capito io è che un pesto è composto essenzialmente da tre ingredienti:
1) L'ingrediente principale, che dà il nome a tutta la preparazione (ad esempio basilico, zucchine, pomodori secchi, rucola, fave...).
2) La frutta secca, per dare corpo e croccantezza (di solito pinoli o mandorle, ma anche noci, nocciole o pistacchi, che costituiscono addirittura l'ingrediente principale del celebre pesto di pistacchi siciliano); questa viene di solito utilizzata spellata, ma se scegliete di non farlo otterrete un pesto più rustico e deciso. Piccolo suggerimento: per spellare le mandorle basta sbollentarle qualche minuto, mentre le nocciole vanno tostate in forno e successivamente sfregate tra le mani fino ad eliminare tutta la pellicina.
3) L'olio extravergine d'oliva: va aggiunto a poco a poco per legare il tutto. Inutile dire che il suo sapore influisce notevolmente sul pesto, per cui meglio usarne uno di buona qualità. 


A questi tre ingredienti principali possono esserne aggiunti altri due: parmigiano (talvolta pecorino) grattugiato per dare sapore e infine un'erba aromatica per dare il tocco finale: che sia basilico, menta o timo, fresca o essiccata, va aggiunta con parsimonia per evitare di coprire tutti gli altri sapori.
Ricordatevi di regolare di sale e pepe, ma solo alla fine: talvolta ci sono altri ingredienti, come il parmigiano, che apportano sale.
Perciò la parola d'ordine è: assaggiare! Solo così potrete ottenere il giusto bilanciamento tra i sapori e le consistenze, aggiungendo ciò che eventualmente manca.
È molto difficile trovare una ricetta di pesto che riporti i grammi precisi di ciascun ingrediente, mentre invece è facile che si parli di "manciate", "mazzetti", "cucchiai" e così via. Non siate diffidenti o insicuri per questo: assaggiate, aggiungete, togliete, mescolate, insomma osate!
Non esiste la combinazione "giusta" o "sbagliata", lasciatevi guidare dai sensi fino a che non troverete la vostra ricetta perfetta!
Ed è proprio quello che ho fatto io per questo pesto: avevo un bel mazzetto di finocchietto selvatico appena raccolto e le immancabili mandorle. Finocchietto tritato, mandorle spellate, un cucchiaio di parmigiano per dare sapore e in un attimo il primo era pronto! Una manciata di pangrattato aromatico aggiunge sapore e croccantezza all'insieme, ma il tocco finale è dato dalla buccia d'arancia: è quasi impercettibile, ma lascia una nota di freschezza sul palato.
Ah, dimenticavo, non aspettatevi dosi precise: per la fretta non le ho segnate, perciò tocca a voi! Poi fatemi sapere com'è andata, d'accordo? ;-)


PENNE AL PESTO DI FINOCCHIETTO SELVATICO E BRICIOLE DI PANE
Ingredienti per 4 persone:
-Pasta corta a piacere (io penne)
- Un mazzetto di finocchietto selvatico (le parti più tenere)
- Un cucchiaio di mandorle pelate
- Due cucchiai di parmigiano grattugiato
- Quattro cucchiai di pangrattato (tritato grossolanamente)
- Un mazzetto di timo fresco
- Buccia grattugiata di mezza arancia non trattata (una intera se è piccola)
- Sale e olio extravergine q.b.

1) Lavate il finocchietto, scolatelo bene e tritatelo grossolanamente con un coltello. Potete sbollentarlo se volete, ma io l'ho lasciato così perché preferisco il sapore "fresco" che ha da crudo.
2) Mettete nel mixer il finocchietto, le mandorle e il parmigiano, iniziate a tritare aggiungendo olio evo quanto basta per ottenere una sorta di crema. Aggiustate di sale.
3) Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente tenendo da parte l'acqua di cottura.
4) Nel frattempo scaldate in un'ampia padella qualche cucchiaio d'olio, aggiungete il pangrattato e il timo fresco spezzettato e fatelo tostare per qualche minuto, mescolando spesso.
5) Aggiungete la pasta con il pesto di finocchietto e saltatela in padella per un minuto, per far sì che il condimento si amalgami bene. Se necessario aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
6) Spegnete e completate con la buccia grattugiata dell'arancia. Servite subito.

mercoledì 10 giugno 2015

Pain au chocolat: un nuovo inizio

Ciao, e benvenuto su Pain au chocolat!
Sono Elisabetta e vivo in un paese tra le colline dell’entroterra marchigiano. Nata 18 anni fa, da quasi 4 sono innamorata della cucina, della pasticceria e di tutto ciò che è legato al cibo.
Il cibo… non è una cosa meravigliosa? Non solo è indispensabile per sopravvivere, ma può anche trasformarsi in una sfida, un’occasione di incontro, un’opera d’arte. Non si finisce mai di imparare e di stupirsi in cucina: proprio quando pensi di sapere tutto, ecco che spuntano fuori un’idea nuova, un profumo, un accostamento insolito a rimettere tutto in gioco.
Il cibo ci parla di luoghi e persone, di sapori perduti e storie dimenticate; di vecchie ricette scritte a mano e custodite gelosamente come tesori; di domeniche in famiglia, di voci, risate e sorrisi; di mamme, di nonne, di zie e di sorelle, e delle loro mani abili e attente.
Ed è proprio per raccontare tutto questo che nasce “Pain au chocolat”: un angolino (tra mille…) in cui condividere ricette, foto e storie della mia cucina con chiunque si trovi a passare di qui e abbia voglia di fermarsi un attimo. Accomodati, prendi pure una tazza di tè e una fetta di torta… sei pronto per ascoltare una storia?

“C’era una volta un chicco di grano…”
…perché in fondo è da lì che nascono tutte le storie.


Perché Pain au chocolat?
Perché è il dolce che unisce le mie più grandi passioni: i lievitati e la pasticceria.
Ma soprattutto perché se penso a un dolce mi viene in mente… un gateau, a un profumo… vanille, a un sapore… chocolat, e la pasticceria… per me sarà sempre Paris.
Chiudete gli occhi e provate a sussurrarlo a bassa voce: pain au chocolat...
Non vi sembra già di passeggiare per le vie di Parigi in una mattina di primavera, e rimanere col naso incollato alla vetrina di una pasticceria in cui campeggiano croissant, macarons e petits fours, tra il profumo inebriante di vaniglia e cioccolato che si diffonde nell'aria? ;-)

Linguine al pesto di fave e pecorino (e il regalo più bello…)

Un primo. Lo so, dopo tutto questo gran parlare di pasticcerie parigine, cioccolato e vaniglia vi aspettavate ben altro. Beh, a mia discolpa posso solo dire che, grazie a un gentilissimo benefattore, qualche chiletto di fave fresche e profumate avevano urgente bisogno di una sistemazione… Qualcun altro qui si sarebbe messo le mani nei capelli, tanto più che le fave così, nude e crude, non a tutti piacciono, ma non la sottoscritta, che un attimo dopo ne aveva già pensata un’altra delle sue… ;-)
Non so voi, ma sono questi i regali che io apprezzo di più: una cassetta di frutta appena raccolta, un cartone di uova fresche, un mazzetto di asparagi… Sai da dove vengono, innanzitutto - e non è poco di questi tempi! – e poi sai che qualcuno ha voluto farti partecipe del raccolto del suo orticello, o del suo frutteto, o del suo pollaio, curati con fatica e costanza come pochi ormai sanno fare… Apprezzo molto di più tutto questo che, per esempio, uno di quei panettoni tutti infiocchettati che fanno finta di essere panettoni, che la vaniglia e il burro li hanno visti solo in fotografia e i canditi... meglio non parlarne!


Insomma, tutto questo per dire che il primo post di un blog super-zuccheroso e cioccolatoso come questo è un semplice pesto di fave. Ma vi assicuro che anche il più ciocco-dipendente (non è il mio caso, noo, che pensavate?) lo apprezzerà, anche se non ama le fave come una certa sorellina di mia conoscenza… ;-)

Il pesto di fave (detto anche marò) è una preparazione tipica della Liguria. Inutile dire che ne esistono infinite varianti, a seconda dei gusti e della disponibilità degli ingredienti (almeno qui da me, il pesto è il tipico condimento svuota-frigo e/o dispensa!), ma solitamente prevede fave fresche, pecorino, pinoli o mandorle e olio extravergine di oliva. Io ho scelto di aggiungere un rametto di menta, che dà una nota fresca al tutto, ma potete ometterlo o sostituirlo con il basilico.


LINGUINE AL PESTO DI FAVE E PECORINO
Ingredienti per 4 persone:
300 g di linguine
160 g di fave fresche, già scottate e spellate
60 g di mandorle spellate
60 g di pecorino non stagionato
1 rametto di menta fresca
olio extravergine di oliva, sale e pepe
menta e mandorle a lamelle per guarnire

Sgusciate le fave e sbollentatele per 5 minuti; scolatele, passatele sotto l’acqua fredda e privatele del guscio esterno. Mettetele nel mixer insieme alle foglie di menta, alle mandorle e al pecorino sbriciolato; frullate il tutto aggiungendo olio quanto basta per ottenere una crema (io due cucchiai). Regolate di sale e pepe. Se avete il mortaio, potete pestare tutti gli ingredienti nello stesso ordine. 
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela rapidamente e mettetela in una zuppiera. Condite con il pesto preparato, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura se necessario. Completate con mandorle a lamelle, qualche fogliolina di menta fresca, pepe nero macinato e un giro d’olio extravergine.

Questo pesto può anche diventare un ottimo antipasto, spalmato su delle fette di pane tostato.
Se avanza (ma a queste favole non ci crede più nessuno!), può essere congelato oppure conservato in frigo per un paio di giorni, coperto da uno strato di olio.
Se non avanza, non mi stupisco. Io ho rischiato di finirmelo a cucchiaiate!! :-)



Post scriptum.
Lo so che non è il momento dei ringraziamenti, quelli si fanno dopo anni di blog e di persone che ti supportano (e ti sopportano). Ma lasciatemene fare uno piccolino.
Vorrei ringraziare Vanigl… ops, Rossella, senza la quale non avrei mai trovato il coraggio di fare questo passo. Aprirò un blog quando saprò cucinare per bene e scattare foto decenti, mi dicevo. Ma lei mi ha mostrato che si impara solo in corso d’opera, e che condividere con altri il proprio lavoro, ricevendo critiche e consigli, è l’unico modo per crescere davvero. Quindi sono qua, come promesso, pronta a sbagliare e a imparare, e a sbagliare di nuovo. Grazie davvero! Quel pomeriggio di febbraio ho perso un treno, è vero, ma ci ho guadagnato molto di più!! ;-)

E visto che ci sono ringrazio anche la mia sorellina, perché il disegno sulla testata del blog è suo! Lei non vuole che si sappia in giro, ma secondo me è stupendo, non lo pensate anche voi? E poi, sfido io, in mezz’ora, e per giunta con il dizionario di greco che ti squadra minaccioso dall’altra parte del tavolo… Però non dite che ve l’ho detto io, d’accordo? ;-)

E. <3