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giovedì 20 aprile 2017

Il mio sartù (vegetariano) per l'MTC n°65

 L'MTC non sarebbe l'MTC se non ci fosse lei che una ne pensa e cento ne inventa... ma chi?? La grande boss, la Van Pelt ovviamente! E' inutile dare la colpa al terzo giudice, lo sanno tutti che c'è sempre lo zampino di quella donna diabolica straordinaria, che riesce a tirar fuori una sfida più temibile dell'altra.
E infatti, non ve lo volevo dire, ma in realtà MTC sta per Mo' Te Cucco, o Me Te Cucino, o forse per Ma Te la sei Cercata?
E certo che me la sono cercata, perché - scherzi a parte -  far parte della grande famiglia MTC è un onore, un'esperienza incredibile, un sfida continua... a volte ardua e sfiancante (letteralmente!), ma mai noiosa, soprattutto per me che in cucina ho ancora troppo da imparare ;-)
Questa volta il tema della sfida lo ha scelto Marina, del blog "Mademoiselle Marina": il sartù, ricco piatto napoletano, una sorta di timballo di riso ripieno.
Mai avrei immaginato di preparare un sartù, e forse mai lo rifarò (devo ancora recuperare del tutto le forze, giuro!),  ma quello che conta è averci provato, e aver imparato qualcosa di nuovo ;-)
Dopo notti insonni trascorse a passare in rassegna - e a bocciare - tutti i possibili ripieni, mi sono affidata a un evergreen di cui mai sarò stanca: erbette primaverili, lavate e cotte con tantissima cura da mamma ;-),  avvolte da una morbida crema di ricotta.
Nelle polpettine, anche queste vegetariane, le prime fave della stagione e la croccantezza appena accennata delle noci. E visto che per me non ci sono fave senza pecorino, gli ho trovato un posticino nella vellutata di accompagnamento, delicata e discreta come alla fine è apparso il mio sartù: ben distante dalle opulente tavole pasquali, ma perfetto per un semplice pic nic sull'erba fresca... 

SARTU' VEGETARIANO ALLE ERBETTE E RICOTTA CON VELLUTATA DI PECORINO 
Ingredienti per il brodo vegetale:
2 L di acqua
1 carota
1 cipolla 
1 gambo di sedano
1 patata
qualche foglia di bieta
2 baccelli di fave (lavati e tagliati in 3-4 pezzi)
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1 rametto di rosmarino fresco
1-2 rametti di timo fresco

In un pentolone alto e stretto mettete l'acqua fredda e le verdure pulite. Portate a ebollizione e lasciate cuocere a fuoco basso per un'oretta. Dieci minuti prima di spegnere aggiungete i chiodi di garofano, alloro, rosmarino e timo.
Tenete da parte 300 mL di brodo per la vellutata, mentre il resto servirà per cuocere il riso.

Ingredienti per il riso:
600 g di riso carnaroli
olio extravergine d'oliva, sale
50 g di parmigiano grattugiato
5 uova grandi

In una pentola capiente portate a ebollizione 1,5 L di brodo vegetale, salate con moderazione e cuocete il riso per 3/4 del tempo indicato.
Scolate bene il riso e conditelo subito con un giro d'olio extravergine d'oliva.
Quando è ormai tiepido, aggiungete il parmigiano e le uova, una alla volta, amalgamando bene con un cucchiaio di legno.

Ingredienti per le polpettine di fave, robiola e noci:
100 g di fave sgusciate (circa 700 g fresche)
30 g di gherigli di noce
50 g di pangrattato
70 g di robiola
qualche foglia di menta fresca
sale e pepe

Sgusciate le fave e scottatele per pochi minuti in acqua bollente; scolatele e passatele subito sotto l'acqua fredda.
Nel mixer mettete le noci, le fave, la robiola, la menta, sale e pepe e frullate per qualche secondo, in modo da ottenere un composto grossolano.
Aggiungete il pangrattato, aggiustate di sale e formate tante palline delle dimensioni di una nocciola.
Volendo potete friggerle: io le ho inserite nel ripieno così.

Ingredienti per il ripieno di erbette e ricotta:
450 g di erbette miste (peso già cotte e scolate)
Io ho usato 200 g di bieta, 130 g di puntarelle e 120 g di agretti.
200 g di ricotta fresca vaccina
sale, noce moscata
burro e pangrattato per lo stampo

Lavate le verdure e cuocetele in poca acqua salata, scolatele e strizzatele benissimo per eliminare quanta più acqua possibile.
Tagliuzzatele e amalgamatele alla ricotta, alla noce moscata e a un pizzico di sale se necessario.

Imburrate accuratamente uno stampo svasato di alluminio (diametro 20 cm, altezza 10-12 cm), cospargetelo di pangrattato scrollando le briciole in eccesso.
Formate un primo strato di riso alto 1 cm circa sul fondo dello stampo, pressando bene il riso con un cucchiaio o con le mani. Continuate anche lungo le pareti, fino a metà altezza della teglia.
Disponete metà delle erbette e delle polpettine, coprite con un altro strato di riso e terminate di ricoprire le pareti. Disponete le erbette e le polpettine rimaste e sigillate il sartù con altro riso. 
Cospargete la superficie con poco pangrattato e un giro d'olio (o qualche fiocchetto di burro) e infornate a 180°C per 35-40 minuti: i bordi del sartù devono staccarsi dalle pareti dello stampo.
Aspettate almeno 15 minuti prima di capovolgere e sformare il sartù su un piatto: finalmente tagliatelo a fette e servitelo con la vellutata di pecorino ben calda!
Ingredienti per la vellutata di pecorino:
300 mL di brodo vegetale
100 g di latte
40 g di burro
40 g di farina
70 g di pecorino grattugiato (per me pecorino fresco della Val d'Orcia)
scorza di mezzo limone bio
noce moscata
sale e pepe

Scaldate leggermente il latte insieme alla noce moscata e alla scorza di limone, poi aggiungete il pecorino, mescolando fino a farlo sciogliere completamente.
Preparate il roux: in un tegame fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, in modo da eliminare più acqua possibile. Allontanatelo dal fuoco e aggiungete la farina in un colpo solo, mescolando energicamente.
Rimettete sul fuoco e aggiungete il latte tiepido e il brodo a temperatura ambiente, mescolando in continuazione. 
Non appena sfiora il bollore, regolate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Al termine della cottura aggiustate di sale e pepe e coprite la vellutata con pellicola a contatto fino al momento di servire.
Che ne dite di quest'opera di architettura culinaria? Aspetto i vostri commenti, un bacio!!
E. <3

giovedì 30 giugno 2016

Bruschette con ricotta, fave e pecorino

Lo so, sono in tremendo ritardo con questa ricetta... fave a fine giugno, che orrore! :P
Ma questi mesi sono stati un po' strani: una corsa pazza con lo studio e un ritardo cronico con il blog.
E allora, all'insegna del meglio tardi che mai, che sta diventando un po' il mio biglietto da visita - in tutti i sensi! :P - vi propongo queste bruschettine semplici semplici ma meravigliose, preparate più volte questa primavera per risolvere una cena in quattro e quattr'otto. 
L'idea l'ho "rubata" a Giulia di Jul's Kitchen, lei che mi ha fatto scoprire la cucina toscana (che insieme a quella marchigiana e a quella siciliana è diventata la mia preferita: vi ricordate la panzanella e la schiacciata con l'uva dell'anno scorso? ;-) ), e soprattutto le fave, che per me erano sempre state un cibo "da grandi", amare e faticose da sgusciare ;-).
Se anche voi siete dello stesso parere, prometto che vi farò cambiare idea: provare per credere! 
BRUSCHETTE CON RICOTTA, FAVE E PECORINO
Ingredienti per 4 persone:
Quattro fette di pane casereccio 
200 g di ricotta
500 g di fave fresche 
150 g di pecorino
Menta fresca
Sale, pepe e olio extravergine d'oliva

1) Sgusciate le fave e sbollentatele per 5 minuti.
Scolatele, passatele sotto l'acqua fredda e fatele raffreddare.
In una ciotola mescolate le fave, il pecorino a cubetti, sale, pepe, olio extravergine e la menta spezzettata a piacere.
2) Abbrustolite su entrambi i  lati le fette di pane.
Spalmate abbondante ricotta su ogni fetta, aggiungete le fave e pecorino, completate con un filo d'olio, una fogliolina di menta e servite subito!
NOTE:
Le dosi degli ingredienti sono indicative (anche perché per preparare le bruschette che vedete in foto mi ha aiutato la santa pazienza di mamma, che non cucina mai con le "dosi"!). Quindi potete variarle come preferite, a seconda dei gusti! ;-))
Alla prossima ricetta!
E. <3

mercoledì 10 giugno 2015

Pain au chocolat: un nuovo inizio

Ciao, e benvenuto su Pain au chocolat!
Sono Elisabetta e vivo in un paese tra le colline dell’entroterra marchigiano. Nata 18 anni fa, da quasi 4 sono innamorata della cucina, della pasticceria e di tutto ciò che è legato al cibo.
Il cibo… non è una cosa meravigliosa? Non solo è indispensabile per sopravvivere, ma può anche trasformarsi in una sfida, un’occasione di incontro, un’opera d’arte. Non si finisce mai di imparare e di stupirsi in cucina: proprio quando pensi di sapere tutto, ecco che spuntano fuori un’idea nuova, un profumo, un accostamento insolito a rimettere tutto in gioco.
Il cibo ci parla di luoghi e persone, di sapori perduti e storie dimenticate; di vecchie ricette scritte a mano e custodite gelosamente come tesori; di domeniche in famiglia, di voci, risate e sorrisi; di mamme, di nonne, di zie e di sorelle, e delle loro mani abili e attente.
Ed è proprio per raccontare tutto questo che nasce “Pain au chocolat”: un angolino (tra mille…) in cui condividere ricette, foto e storie della mia cucina con chiunque si trovi a passare di qui e abbia voglia di fermarsi un attimo. Accomodati, prendi pure una tazza di tè e una fetta di torta… sei pronto per ascoltare una storia?

“C’era una volta un chicco di grano…”
…perché in fondo è da lì che nascono tutte le storie.


Perché Pain au chocolat?
Perché è il dolce che unisce le mie più grandi passioni: i lievitati e la pasticceria.
Ma soprattutto perché se penso a un dolce mi viene in mente… un gateau, a un profumo… vanille, a un sapore… chocolat, e la pasticceria… per me sarà sempre Paris.
Chiudete gli occhi e provate a sussurrarlo a bassa voce: pain au chocolat...
Non vi sembra già di passeggiare per le vie di Parigi in una mattina di primavera, e rimanere col naso incollato alla vetrina di una pasticceria in cui campeggiano croissant, macarons e petits fours, tra il profumo inebriante di vaniglia e cioccolato che si diffonde nell'aria? ;-)

Linguine al pesto di fave e pecorino (e il regalo più bello…)

Un primo. Lo so, dopo tutto questo gran parlare di pasticcerie parigine, cioccolato e vaniglia vi aspettavate ben altro. Beh, a mia discolpa posso solo dire che, grazie a un gentilissimo benefattore, qualche chiletto di fave fresche e profumate avevano urgente bisogno di una sistemazione… Qualcun altro qui si sarebbe messo le mani nei capelli, tanto più che le fave così, nude e crude, non a tutti piacciono, ma non la sottoscritta, che un attimo dopo ne aveva già pensata un’altra delle sue… ;-)
Non so voi, ma sono questi i regali che io apprezzo di più: una cassetta di frutta appena raccolta, un cartone di uova fresche, un mazzetto di asparagi… Sai da dove vengono, innanzitutto - e non è poco di questi tempi! – e poi sai che qualcuno ha voluto farti partecipe del raccolto del suo orticello, o del suo frutteto, o del suo pollaio, curati con fatica e costanza come pochi ormai sanno fare… Apprezzo molto di più tutto questo che, per esempio, uno di quei panettoni tutti infiocchettati che fanno finta di essere panettoni, che la vaniglia e il burro li hanno visti solo in fotografia e i canditi... meglio non parlarne!


Insomma, tutto questo per dire che il primo post di un blog super-zuccheroso e cioccolatoso come questo è un semplice pesto di fave. Ma vi assicuro che anche il più ciocco-dipendente (non è il mio caso, noo, che pensavate?) lo apprezzerà, anche se non ama le fave come una certa sorellina di mia conoscenza… ;-)

Il pesto di fave (detto anche marò) è una preparazione tipica della Liguria. Inutile dire che ne esistono infinite varianti, a seconda dei gusti e della disponibilità degli ingredienti (almeno qui da me, il pesto è il tipico condimento svuota-frigo e/o dispensa!), ma solitamente prevede fave fresche, pecorino, pinoli o mandorle e olio extravergine di oliva. Io ho scelto di aggiungere un rametto di menta, che dà una nota fresca al tutto, ma potete ometterlo o sostituirlo con il basilico.


LINGUINE AL PESTO DI FAVE E PECORINO
Ingredienti per 4 persone:
300 g di linguine
160 g di fave fresche, già scottate e spellate
60 g di mandorle spellate
60 g di pecorino non stagionato
1 rametto di menta fresca
olio extravergine di oliva, sale e pepe
menta e mandorle a lamelle per guarnire

Sgusciate le fave e sbollentatele per 5 minuti; scolatele, passatele sotto l’acqua fredda e privatele del guscio esterno. Mettetele nel mixer insieme alle foglie di menta, alle mandorle e al pecorino sbriciolato; frullate il tutto aggiungendo olio quanto basta per ottenere una crema (io due cucchiai). Regolate di sale e pepe. Se avete il mortaio, potete pestare tutti gli ingredienti nello stesso ordine. 
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela rapidamente e mettetela in una zuppiera. Condite con il pesto preparato, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura se necessario. Completate con mandorle a lamelle, qualche fogliolina di menta fresca, pepe nero macinato e un giro d’olio extravergine.

Questo pesto può anche diventare un ottimo antipasto, spalmato su delle fette di pane tostato.
Se avanza (ma a queste favole non ci crede più nessuno!), può essere congelato oppure conservato in frigo per un paio di giorni, coperto da uno strato di olio.
Se non avanza, non mi stupisco. Io ho rischiato di finirmelo a cucchiaiate!! :-)



Post scriptum.
Lo so che non è il momento dei ringraziamenti, quelli si fanno dopo anni di blog e di persone che ti supportano (e ti sopportano). Ma lasciatemene fare uno piccolino.
Vorrei ringraziare Vanigl… ops, Rossella, senza la quale non avrei mai trovato il coraggio di fare questo passo. Aprirò un blog quando saprò cucinare per bene e scattare foto decenti, mi dicevo. Ma lei mi ha mostrato che si impara solo in corso d’opera, e che condividere con altri il proprio lavoro, ricevendo critiche e consigli, è l’unico modo per crescere davvero. Quindi sono qua, come promesso, pronta a sbagliare e a imparare, e a sbagliare di nuovo. Grazie davvero! Quel pomeriggio di febbraio ho perso un treno, è vero, ma ci ho guadagnato molto di più!! ;-)

E visto che ci sono ringrazio anche la mia sorellina, perché il disegno sulla testata del blog è suo! Lei non vuole che si sappia in giro, ma secondo me è stupendo, non lo pensate anche voi? E poi, sfido io, in mezz’ora, e per giunta con il dizionario di greco che ti squadra minaccioso dall’altra parte del tavolo… Però non dite che ve l’ho detto io, d’accordo? ;-)

E. <3