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martedì 17 aprile 2018

Insalata di pollo con riso rosso e dressing al mango per "Passiamole in rivista"

Approfitto di un raro momento di quiete per soffiare via il sottile velo di polvere che ho lasciato depositare qui nelle ultime settimane.
Che cosa avrai mai da fare, a 20 anni?? 
Me lo chiedo anch'io, tutti i santi giorni, quando la sera la lancetta sfiora la mezzanotte, io chiudo finalmente i libri, spengo le luci e i punta di piedi mi infilo nel letto, cercando di fare più piano possibile per non svegliare chi, saggiamente, ha chiuso gli occhi già da un pezzo.
Sarà la mia incurabile precisione, o il mio inesistente "senso del tempo", o la mia inesauribile voglia di fare mille e ancora mille cose... ma non c'è una sera in cui vada a dormire soddisfatta di quello che sono riuscita a fare nella giornata, anzi, mi sembra sempre di rincorrere un treno già partito che non ha intenzione di fermarsi.
Ieri sera, però, quando la lancetta ha accarezzato il 12, ho deciso che era giunto il momento di tornare qui, dove il tempo si ferma per un attimo, e le parole e le immagini fanno bene al cuore.

Stamattina vi accolgo con una ricetta a cui sono particolarmente affezionata: sia perché sorprendente e buonissima (provare per credere!), sia perché rappresenta la realizzazione in piccolo di un mio grande sogno: scrivere per una rivista!
E vi spiego subito il perché: questa stravagante insalata proviene dal numero di marzo della rivista inglese "Olive", e io l'ho realizzata per la rubrica "Passiamole in rivista" di MAG ABOUT FOOD, la rivista online nuova di zecca della Community dell'MT Challenge!!
Per la ricetta completa vi rimando direttamente alla rubrica, dove potrete trovare tante altre proposte, tratte dalle riviste anglosassoni del mese scorso e reinterpretate a regola d'arte da altre blogger come me.
Correte subito a sfogliare Mag About Food! ;-))

E. <3

giovedì 8 marzo 2018

Quinoa con cavolfiore arrostito, mandorle e melagrana

E' passata a farci visita la neve, una breve parentesi di silenzio e torpore. 
Ho sempre l'impressione che ci colga impreparati, nonostante il meteo, ogni anno più preciso, ci abbia tolto anche quella piccola sorpresa.
E’ incredibile come ogni faccenda più impellente diventi improvvisamente secondaria, tanto da essere rimandata a “dopo il disgelo”… che viene quasi da chiedersi se sia davvero indispensabile, tutto il resto dell’anno, correre in quel modo.
Stavolta la neve mi ha colta impreparata mentre scattavo qualche foto frettolosa a un’insalata di quinoa, arrampicata su una sedia in bilico tra il tavolo e il frigorifero, litigando con la luce troppo scarsa delle mattine d’inverno.
Un rapido sguardo alla finestra, giusto il tempo di infilare la quinoa nello zaino e via di corsa a lezione, sotto la tormenta, con il sorriso stampato in faccia di chi vede un miracolo compiersi sotto i propri occhi…
L’idea di questo piatto viene dal meraviglioso libro “Naturalmente buono” di Marta e Mimma, autrici del blog omonimo e altrettanto meraviglioso. Mi ha letteralmente spalancato un mondo, quello della cucina vegana, integrale e “alternativa”, che a dispetto di ogni pregiudizio si è rivelata interessante, coloratissima e varia.
Pagina dopo pagina ho scoperto ingredienti sconosciuti e accostamenti insospettati: non li ho ancora messi alla prova tutti, ma state certi che ne sentirete ancora parlare qui sul blog!
Intanto iniziamo da questa insalata?

QUINOA CON CAVOLFIORE ARROSTITO, MANDORLE E MELAGRANA

Ingredienti per 4:
200 g di quinoa
120 g di lenticchie nere Beluga (già cotte)
1/2 cavolfiore
due manciate di mandorle 
chicchi di melagrana
sale, pepe, noce moscata q.b. 
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

1) Preparate il cavolfiore: eliminate le foglie esterne*, separate le cimette, sciacquatele e tagliatele a fette spesse 1 cm. Sistemate il cavolfiore su una teglia foderata di carta forno, condite con sale, pepe, noce moscata e olio extravergine d'oliva. Arrostitelo in forno già caldo a 180°C per 20 minuti, finché non è morbido e dorato.
2) Sciacquate bene la quinoa e cuocetela in acqua salata per 10-12 minuti. Scolate e tenete da parte.
3) Tostate le mandorle nel forno caldo per 5-10 minuti, quindi tagliatele a lamelle.
4) Suddividete nei piatti la quinoa e le lenticchie scolate e sciacquate. Unite il cavolfiore arrostito, le mandorle e i chicchi di melagrana. Completate con un filo d'olio extravergine d'oliva.

*Mi dicono che le foglie esterne del cavolfiore sono deliziose se aggiunte a una zuppa... proverò e vi farò sapere ;-)

E. <3 

venerdì 22 settembre 2017

Melanzane ripiene di quinoa con zucchine, ciliegini e bufala: salutando l'estate...

E' tempo di pensare a settembre, anche se i ricordi dell'estate sono più vivi che mai. 
E' tempo di svuotare armadi e riempire scatoloni, di tornare sui libri e riprendere a danzare, perché non avrei mai immaginato quanto la danza potesse arrivare a mancarmi.
E' tempo di tirare fuori quel maglioncino e vedere se mi sta ancora un po' più stretto, dopo un altro anno.
Ma è anche tempo di salutare i sapori dell'estate e tornare a innamorarsi dei colori e dei profumi avvolgenti dell'autunno, che sono esplosi ovunque: nelle vetrine dei negozi, tra i banchi del mercato.
La ricetta di oggi è il mio saluto all'estate: da preparare con le ultime melanzane dell'orto, quelle sfuggite alla griglia e ai vasetti di conserve, con la mozzarella di bufala che ricorda le vacanze al mare e tanto, tanto basilico profumato.

MELANZANE RIPIENE DI QUINOA CON ZUCCHINE, CILIEGINI E BUFALA

Ingredienti per 2:
1 melanzana media (400 g circa)
1 piccola zucchina
6 pomodori ciliegini
40 g di quinoa rossa
100 g di mozzarella di bufala
3/4 foglie di basilico
sale, pepe e olio evo 

1) Sciacquate la melanzana, tagliatela a metà nel senso della lunghezza e adagiatela su una teglia rivestita di carta forno con la parte tagliata verso l'alto. Incidete qualche taglio sulla superficie e cospargete con sale, pepe, olio evo e erbe aromatiche a piacere.
Infornate a 180°C per 30 minuti.

2) Sciacquate molto bene la quinoa e cuocetela in acqua bollente salata per 15-18 minuti. Scolate e tenete da parte.

3) Tagliate la zucchina a cubetti e i ciliegini a metà. 
Saltate le zucchine in padella con poco olio, dopo 10 minuti aggiungete anche i pomodorini e cuocete per altri 5 minuti: devono ammorbidirsi ma non spappolarsi. Al termine della cottura salate e aggiungete il basilico spezzettato.

4) Scavate le melanzane con un cucchiaio (lasciando 1 cm di bordo).
Potete saltare la polpa in padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio e spalmarla su delle bruschette, oppure frullarla insieme a una lattina di ceci, scolati e sciacquati, e del succo di limone per ottenere un insolito hummus!

5) Mescolate le verdure alla quinoa e farcite le melanzane con questo composto. Completate con la mozzarella di bufala spezzettata a mano, un giro d'olio extravergine e altro basilico a piacere e servite immediatamente.


E. <3

mercoledì 9 agosto 2017

Insalata di farro con melone bianco, feta e noci


Allora, dov'eravamo rimasti??
Ah, sì, una galette molto estiva e tanti pensieri per la testa... quelli non mancano mai, forse è venuta un po' meno l'energia per realizzarli tutti, ma cosa volete, con queste temperature mi sento più che giustificata! :-P
Per fortuna la ricetta di oggi richiede uno sforzo minimo di presentazione: il caro vecchio farro (compagno di infiniti pranzi "al sacco" e pic nic in spiaggia), una versione un po' più chic e ricercata del melone, la feta (che da sola per me significa già estate) e infine le noci, che lo so, non sono di stagione, ma danno quel quid che arricchisce e completa il tutto.
E un pranzo freschissimo, sfizioso e originale è già in tavola!
Buone vacanze a tutti e a prestissimo, speriamo con un po' più di energia!! (e qualche grado in meno...) ;-)

INSALATA DI FARRO CON MELONE BIANCO, FETA E NOCI

Ingredienti per 2:

120 g di farro perlato 
200 g di melone bianco (peso senza buccia)
160 g di feta
20 g di gherigli di noci
sale, pepe, olio evo e menta fresca 

1) Cuocete il farro in abbondante acqua bollente salata per circa 20-25 minuti. Scolatelo, irroratelo con un filo d'olio evo e lasciate raffreddare.

2) Sbucciate il melone e tagliatelo a cubetti. Tagliate anche la feta a cubetti e spezzettate le noci grossolanamente.
3) In una ciotola riunite il farro, il melone, la feta, le noci e la menta spezzettata.
Mescolate bene e lasciate riposare in frigo una decina di minuti prima di servire, completando con altro olio evo a piacere e pepe macinato al momento.


E. <3

mercoledì 21 giugno 2017

Insalata di fragole, asparagi e caprino


Il 21 giugno è il primo giorno d'estate. E so che dovrei darle un degno benvenuto con un gelato, un frullato, un succo di frutta ghiacciato, o perlomeno qualcosa di più "stagionale" ... ma con la scusa che la mia estate è ben lontana vi propongo questa insalata primaverile, da tempo in archivio, ma troppo deliziosa per essere dimenticata.
So che ormai sia le fragole sia gli asparagi sono introvabili, ma possono sempre essere rimpiazzati da un mazzetto di fagiolini freschi e un cestino di ciliegie succose e profumate... ;-)
INSALATA DI FRAGOLE, ASPARAGI, CAPRINO E MANDORLE

Ingredienti per 2:
200 g di asparagi freschi
80 g di caprino fresco
10-15 mandorle con la pelle
10 fragole
un mazzetto di rucola
sale, olio evo e aceto balsamico

1) Lavate gli asparagi, privateli della parte più dura del gambo e tagliateli a tocchetti, tenendo da parte le punte.
Sbollentate in acqua salata prima i gambi (per 5-6 minuti) e poi le punte (per 3 minuti).
Passateli subito sotto l'acqua ghiacciata e tenete da parte.
2) Lavate e tagliate le fragole in quarti.
Tagliate il caprino a cubetti e tritate grossolanamente le mandorle.
3) Componete l'insalata: adagiate su un piatto la rucola, aggiungete le fragole e gli asparagi, infine le mandorle e il caprino. 
Completate con sale, olio evo e abbondante aceto balsamico.
E. <3

martedì 16 maggio 2017

Falafel di piselli con salsa tzatziki


Maggio, il cuore della primavera...non vi sembra il mese della rinascita?
In questi giorni sento sempre più forte il bisogno di rinascere anch'io, insieme agli alberi dei viali che ogni giorno mi vedono sfrecciare in bicicletta - in perenne ritardo - o alle erbe selvatiche del piccolo giardino, che continuano a crescere indisturbate dopo le piogge degli ultimi giorni.
Non cerco ricette della felicità a breve termine.
Ho bisogno di ripartire dalle cose che amo e che mi fanno stare bene, semplicemente.
Dalle passioni che mi spingono a socchiudere gli occhi e a spalancare le persiane la mattina, quelle che non risparmiano fatica e sacrifici, ma di cui ormai non riesco più a fare a meno.
La cucina, in primis, poi la fotografia, gli studi, e questo appuntamento settimanale che è un momento per guardarsi dentro e insieme una finestra sul mondo.
Piccole, ma solide, fondamenta su cui costruire piano piano tutto il resto, un mattoncino alla volta, senza lasciarmi prendere dalla foga delle cose da fare, ma gustando ogni singolo istante.
Ultimamente qualcosa sta cambiando anche in cucina: ormai i miei pasti sono per lo più a base vegetale, ricchi di frutta e verdura, spesso locale, quasi sempre di stagione, di cereali integrali e frutta secca. 
Sento sempre di più il bisogno di tornare alla natura, di preparare il mio pane in casa, e il dolcetto settimanale a cui non riesco proprio a rinunciare, scegliendo ingredienti meno raffinati possibile, spesso biologici, con un occhio alla qualità.
Ciò che non è cambiato è quella curiosità e la voglia di sperimentare che mi hanno spinto ad avvicinarmi alla cucina, e se non avessi il limite del tempo sarei sempre lì a spignattare, provare e... assaggiare ;-)
La ricetta che vi propongo oggi è stata il pranzo della scorsa domenica, il mio prototipo di pasto perfetto che vorrei tutti i giorni: nutriente ma leggero, fresco e coloratissimo!
I falafel sono delle polpettine tipiche della cucina mediorientale, a base di legumi come ceci, fagioli o fave, arricchite da spezie e aromi. 
Questa versione viene dal blog "Green Kitchen Stories" - blog straordinario di cucina vegetariana, nonché una delle mie principali fonti di ispirazione in questo momento ;-) (qui la ricetta originale).
Le modifiche che ho apportato sono state davvero minime: come c'era da aspettarsi ho eliminato l'aglio perché non lo amo, ma voi non seguite il mio esempio...dicono che dia una marcia in più a robine come queste ;-)
La chiudo qui perché mi sono dilungata anche troppo per oggi...posso consigliarvi solo di provarli di persona :-P
FALAFEL DI PISELLI CON SALSA TZATZIKI ALLA MENTA (Ricetta tratta da qui)
Per i falafel (16 circa):
150 g di piselli sgusciati
150 g di ceci cotti 
1 scalogno
2 cucchiai di farina di ceci
2 cucchiai di semi di girasole
5 foglie di menta
un ciuffo di prezzemolo
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di semi di cumino
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

1) Riunite nel mixer tutti gli ingredienti eccetto l'olio e frullate grossolanamente finché non ottenete un composto granuloso.

2) Con le mani unte d'olio formate 16 polpettine circa, schiacciatele e disponetele su una teglia foderata di carta forno.
3) Cuocete i falafel in forno a 200°C per 20 minuti, girandoli a metà cottura.

Per le carote arrostite al miele e paprica:
1 carota
1 cucchiaino di miele
paprica dolce 
1 cucchiaino di semi di cumino
sale e olio extravergine d'oliva

Tagliate le carote a bastoncini e trasferitele su una teglia.

Cospargetele di olio, sale, miele, cumino e paprica e mescolate bene con le mani per distribuire gli aromi.
Cuocete a 200°C per 15-20 minuti.

Per la salsa tzatziki alla menta:

120 g di yogurt greco
1/2 cetriolo
2 cucchiai di succo di limone
3/4 foglie di menta
un pizzico di sale
1/2 spicchio d'aglio (facoltativo)

Frullate tutti gli ingredienti nel mixer. Regolate di sale o di limone e tenete da parte.


Per servire:

1/2 cetriolo,  a fettine
7-8 pomodorini, in quarti
1 fungo champignon, a fette sottili

Servite i falafel ben caldi, accompagnati dalle verdure, dalle carote arrostite e dalla salsa tzatziki.

E. <3

giovedì 20 aprile 2017

Il mio sartù (vegetariano) per l'MTC n°65

 L'MTC non sarebbe l'MTC se non ci fosse lei che una ne pensa e cento ne inventa... ma chi?? La grande boss, la Van Pelt ovviamente! E' inutile dare la colpa al terzo giudice, lo sanno tutti che c'è sempre lo zampino di quella donna diabolica straordinaria, che riesce a tirar fuori una sfida più temibile dell'altra.
E infatti, non ve lo volevo dire, ma in realtà MTC sta per Mo' Te Cucco, o Me Te Cucino, o forse per Ma Te la sei Cercata?
E certo che me la sono cercata, perché - scherzi a parte -  far parte della grande famiglia MTC è un onore, un'esperienza incredibile, un sfida continua... a volte ardua e sfiancante (letteralmente!), ma mai noiosa, soprattutto per me che in cucina ho ancora troppo da imparare ;-)
Questa volta il tema della sfida lo ha scelto Marina, del blog "Mademoiselle Marina": il sartù, ricco piatto napoletano, una sorta di timballo di riso ripieno.
Mai avrei immaginato di preparare un sartù, e forse mai lo rifarò (devo ancora recuperare del tutto le forze, giuro!),  ma quello che conta è averci provato, e aver imparato qualcosa di nuovo ;-)
Dopo notti insonni trascorse a passare in rassegna - e a bocciare - tutti i possibili ripieni, mi sono affidata a un evergreen di cui mai sarò stanca: erbette primaverili, lavate e cotte con tantissima cura da mamma ;-),  avvolte da una morbida crema di ricotta.
Nelle polpettine, anche queste vegetariane, le prime fave della stagione e la croccantezza appena accennata delle noci. E visto che per me non ci sono fave senza pecorino, gli ho trovato un posticino nella vellutata di accompagnamento, delicata e discreta come alla fine è apparso il mio sartù: ben distante dalle opulente tavole pasquali, ma perfetto per un semplice pic nic sull'erba fresca... 

SARTU' VEGETARIANO ALLE ERBETTE E RICOTTA CON VELLUTATA DI PECORINO 
Ingredienti per il brodo vegetale:
2 L di acqua
1 carota
1 cipolla 
1 gambo di sedano
1 patata
qualche foglia di bieta
2 baccelli di fave (lavati e tagliati in 3-4 pezzi)
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1 rametto di rosmarino fresco
1-2 rametti di timo fresco

In un pentolone alto e stretto mettete l'acqua fredda e le verdure pulite. Portate a ebollizione e lasciate cuocere a fuoco basso per un'oretta. Dieci minuti prima di spegnere aggiungete i chiodi di garofano, alloro, rosmarino e timo.
Tenete da parte 300 mL di brodo per la vellutata, mentre il resto servirà per cuocere il riso.

Ingredienti per il riso:
600 g di riso carnaroli
olio extravergine d'oliva, sale
50 g di parmigiano grattugiato
5 uova grandi

In una pentola capiente portate a ebollizione 1,5 L di brodo vegetale, salate con moderazione e cuocete il riso per 3/4 del tempo indicato.
Scolate bene il riso e conditelo subito con un giro d'olio extravergine d'oliva.
Quando è ormai tiepido, aggiungete il parmigiano e le uova, una alla volta, amalgamando bene con un cucchiaio di legno.

Ingredienti per le polpettine di fave, robiola e noci:
100 g di fave sgusciate (circa 700 g fresche)
30 g di gherigli di noce
50 g di pangrattato
70 g di robiola
qualche foglia di menta fresca
sale e pepe

Sgusciate le fave e scottatele per pochi minuti in acqua bollente; scolatele e passatele subito sotto l'acqua fredda.
Nel mixer mettete le noci, le fave, la robiola, la menta, sale e pepe e frullate per qualche secondo, in modo da ottenere un composto grossolano.
Aggiungete il pangrattato, aggiustate di sale e formate tante palline delle dimensioni di una nocciola.
Volendo potete friggerle: io le ho inserite nel ripieno così.

Ingredienti per il ripieno di erbette e ricotta:
450 g di erbette miste (peso già cotte e scolate)
Io ho usato 200 g di bieta, 130 g di puntarelle e 120 g di agretti.
200 g di ricotta fresca vaccina
sale, noce moscata
burro e pangrattato per lo stampo

Lavate le verdure e cuocetele in poca acqua salata, scolatele e strizzatele benissimo per eliminare quanta più acqua possibile.
Tagliuzzatele e amalgamatele alla ricotta, alla noce moscata e a un pizzico di sale se necessario.

Imburrate accuratamente uno stampo svasato di alluminio (diametro 20 cm, altezza 10-12 cm), cospargetelo di pangrattato scrollando le briciole in eccesso.
Formate un primo strato di riso alto 1 cm circa sul fondo dello stampo, pressando bene il riso con un cucchiaio o con le mani. Continuate anche lungo le pareti, fino a metà altezza della teglia.
Disponete metà delle erbette e delle polpettine, coprite con un altro strato di riso e terminate di ricoprire le pareti. Disponete le erbette e le polpettine rimaste e sigillate il sartù con altro riso. 
Cospargete la superficie con poco pangrattato e un giro d'olio (o qualche fiocchetto di burro) e infornate a 180°C per 35-40 minuti: i bordi del sartù devono staccarsi dalle pareti dello stampo.
Aspettate almeno 15 minuti prima di capovolgere e sformare il sartù su un piatto: finalmente tagliatelo a fette e servitelo con la vellutata di pecorino ben calda!
Ingredienti per la vellutata di pecorino:
300 mL di brodo vegetale
100 g di latte
40 g di burro
40 g di farina
70 g di pecorino grattugiato (per me pecorino fresco della Val d'Orcia)
scorza di mezzo limone bio
noce moscata
sale e pepe

Scaldate leggermente il latte insieme alla noce moscata e alla scorza di limone, poi aggiungete il pecorino, mescolando fino a farlo sciogliere completamente.
Preparate il roux: in un tegame fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, in modo da eliminare più acqua possibile. Allontanatelo dal fuoco e aggiungete la farina in un colpo solo, mescolando energicamente.
Rimettete sul fuoco e aggiungete il latte tiepido e il brodo a temperatura ambiente, mescolando in continuazione. 
Non appena sfiora il bollore, regolate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Al termine della cottura aggiustate di sale e pepe e coprite la vellutata con pellicola a contatto fino al momento di servire.
Che ne dite di quest'opera di architettura culinaria? Aspetto i vostri commenti, un bacio!!
E. <3

lunedì 20 marzo 2017

Terrina di salmone, asparagi e riso rosso integrale all'arancia per l'MTC n°64

Ironia della sorte, il giorno più leggero della settimana - anche più della domenica - per la sottoscritta è il lunedì, mentre il venerdì, che tutti aspettano con ansia, è il colpo di grazia finale dal quale mi riprendo solo a domenica inoltrata :-P
Questo lunedì inizia ancora meglio perché posso finalmente condividere con voi una ricetta un po' particolare, la mia terrina per la sfida n°64 dell'MT Challenge
Per chi ancora non avesse le idee chiare, tutte le informazioni su questa famigerata sfida sono qui
Il tema del mese, se non si fosse capito, è proprio la terrina, scelta da Giuliana Fabris del blog "La gallina vintage": qui potete trovare la ricetta originale. 
Quasi del tutto sconosciuta a una giovincella come me, la terrina è una sorta di ricco sformato che andava molto in voga negli anni '70. Di carne, di pesce, di verdure, in crosta o in gelatina... insomma, ce n'è proprio per tutti i gusti! 
E visto che le sfide sono sfide, invece che trincerarmi nel mondo noto e familiare delle verdure, stavolta mi sono buttata - letteralmente...a pesce! - in una terrina di mare (sarà la vicinanza della Riviera, sarà quest'arietta calda di primavera ;-) )...
Una terrina molto più sformato che terrina, in realtà, una fusion tra cucina mediterranea - l'arancia, l'olio d'oliva - sapori orientali - la curcuma, il riso rosso - e accenti nordici - il salmone e l'aneto, in un mix stranissimo, ma gradevole, di sapori e consistenze.
Non che non mi siano venuti dubbi in corso d'opera, specie quando mi sono ritrovata davanti il salmone da spellare - neanche sfilettare!! - e, frugando disperatamente nella mia testa alla voce "spellare" ho trovato un capitolo desolatamente vuoto... Oppure quando mi sono accorta, un'istante dopo aver infornato la famigerata terrina, che l'uovo che avevo previsto di infilare nel riso mi sorrideva pacioso dalla porta del frigorifero! 
Ma, come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere: l'ovetto di cui sopra è finito in degli squisiti burger vegetariani (prossimamente su questi schermi ;-) ) e la terrina... Beh, se volete sapere com'è finita la storia della terrina non dovete far altro che leggere sotto! ;-))
TERRINA DI SALMONE, ASPARAGI E RISO ROSSO INTEGRALE ALL'ARANCIA
Ingredienti per una teglia piccola da 20 cm:
1) Per la mousse di salmone e ricotta:
160 g di salmone fresco (trancio senza pelle)
3 cucchiai di succo d'arancia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche grano di pepe rosa
timo e aneto (freschi o essiccati)
100 g di ricotta fresca di pecora

Spellate il salmone, eliminate le spine e mettetelo in una ciotola con il succo d'arancia, l'olio d'oliva, sale, pepe rosa, timo e aneto. Lasciatelo marinare in frigo per mezz'ora, ogni tanto irroratelo con il suo sughetto.
Scolatelo dalla marinatura e cuocete il trancio a vapore per 10 minuti circa (a seconda dello spessore), lasciate raffreddare.
Frullate il salmone con la ricotta e un pizzico di sale fino ad ottenere una crema liscia.

2) Per il riso:
100 g di riso rosso integrale
2 cucchiai di parmigiano grattugiato

Cuocete il riso in abbondante acqua salata per 40-45 minuti: dovrà essere molto morbido.
Mescolate il parmigiano al riso ancora caldo e mettete da parte.

4) Per completare:
160 g circa di asparagi (12 asparagi medi)
1 porro
20 g di burro

Lavate gli asparagi e privateli delle estremità più legnose. 
Separate i gambi dalle punte e cuoceteli in acqua leggermente salata: i primi per 10 minuti circa, le seconde per 3-4 minuti.
Sfogliate il porro senza rompere le foglie, sbollentatele per 5 minuti e lasciatele asciugare bene su carta assorbente. Serviranno circa 4-5 foglie.

Composizione:
Imburrate generosamente la terrina e rivestitela con le foglie di porro, sovrapponendole leggermente e facendole debordare ai lati.
Disponete sul fondo il riso e compattatelo bene con il dorso di un cucchiaio per formare uno strato uniforme.
Versate sopra la mousse di salmone, livellatela e infine decorate con i gambi degli asparagi disposti in fila. 
Richiudete le foglie di porro eliminando l'eccesso.
Coprite la terrina (con l'apposito coperchio o un foglio di alluminio) e infornate a 160°C per 60 minuti. 
Sfornate e lasciate intiepidire prima di tagliare a fette.

Per gli asparagi in pastella al sesamo:
40 g di farina di avena integrale
50-60 g di birra chiara
1 cucchiaino di semi di sesamo
sale e pepe
olio di semi d'arachidi

Mescolate la farina d'avena e i semi di sesamo, aggiungete la birra mescolando fino ad ottenere una pastella fluida e senza grumi. Salate, pepate e fate riposare il frigo per una mezz'ora.
Immergete le punte di asparago nella pastella, scolatele rapidamente e friggetele in olio di arachidi bollente. (170°C sarebbe la temperatura ideale)
Servite subito, decorando a piacere con altri semi di sesamo.

Dip allo yogurt greco:
100 g di yogurt greco 
buccia grattugiata di mezza arancia
aneto e sale

In una ciotolina mescolate lo yogurt con l'aneto, un pizzico di sale e la buccia dell'arancia.

Salsa all'arancia, miele e curcuma:
3 cucchiai di succo d'arancia
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva (meglio se delicato)
1 cucchiaio di miele (per me di tiglio)
curcuma in polvere

In una ciotolina riunite il succo d'arancia, l'olio d'oliva, il miele fluido e la curcuma.
Sbattete con una forchetta per creare un'emulsione.
Se preferite una salsa più densa, simile alla maionese, frullate il tutto con un minipimer.
Buon lunedì! 
E. <3

lunedì 20 febbraio 2017

Insalata di quinoa con topinambur, nocciole e pomodori secchi

Inizio la settimana con il sorriso e la leggerezza di chi si è lasciato alle spalle la fatica e si gode il riposo, più bello perché sognato e sudato, e in fondo sì, anche meritato.
La pioggia della notte ha lasciato spazio al cielo azzurro, e in queste mattinate lente che profumano di caffè e di vacanze, costruisco nuovi sogni da riporre in un cassetto e accarezzare nelle domeniche di pioggia, con i capelli arruffati di sonno e una tazza di tè bollente fra le mani.
Sono sogni che hanno la forma vellutata delle pesche e il profumo fresco delle fragole, il profilo delle colline di casa e il grido senza tempo dei gabbiani.
Sono sogni che crescono, come una piantina in un vaso, e chiedono di aspettare, come l'impasto grezzo del pane. 
Il tempo è il concime, e basta chiudere gli occhi per scoprire che i germogli sono già spuntati.
Inizio la settimana con un'insalata, una di quelle che ultimamente sono diventate il mio pranzo, perché in tre secondi svuotano il frigo dagli avanzi e ti fanno scoprire sapori e consistenze nuove.
Il topinambur è stato la scoperta del secolo, grazie al libro che mi ha accompagnato in questo mese e sono sicura mi accompagnerà per molto ancora: "The Green Kitchen", scritto dagli autori del blog omonimo
Non servono presentazioni perché chi lo conosce sa perfettamente di cosa sto parlando e chi non lo conosce... beh, dovrebbe rimediare al più presto!!
In realtà il topinambur era già entrato in casa mia qualche anno fa, dono di qualche ignoto benefattore, ma non ci avevo prestato attenzione e il suddetto tubero era stato sbucciato e bollito come una normalissima patata.
E in effetti è semplice da cucinare e versatile come una patata, ma è più nutriente, dolce e saporito (ricorda molto il carciofo)... e soprattutto fa troppo chic!! :-P 
 

INSALATA DI QUINOA CON TOPINAMBUR, NOCCIOLE E POMODORI SECCHI

Ingredienti per 2 persone:
100 g di quinoa
60 g di pomodori secchi sott'olio
250 g di tompinambur puliti
30 g di nocciole sgusciate
insalata mista (io ho usato un mix orientale con lollo rossa e verde, tatsoi, red giant e mitzuna)
sale e olio extravergine d'oliva q.b.

1) Sbucciate i topinambur e tagliateli a fette di 1 cm. Sistemateli su una teglia foderata di carta forno, irrorateli con olio extravergine d'oliva, condite con sale e pepe e infornate a 180°C per 20 minuti (devono diventare morbidi e dorati).

2) Sciacquate la quinoa e cuocetela in acqua bollente salata per 15 minuti. Scolate e fate raffreddare.
3) Tostate le nocciole e tritatele grossolanamente.
Scolate i pomodori secchi, asciugateli con carta assorbente e tagliateli a listarelle.
4) Disponete la quinoa su un piatto, aggiungete insalata a piacere e completate con i topinambur arrostiti, i pomodori secchi e le nocciole.
5) A piacere, irrorate con aceto balsamico o un filo d'olio extravergine d'oliva.
Buona settimana (di studio, lavoro o relax) a tutti! ;-)
E. <3

sabato 17 dicembre 2016

Vellutata di zucca e lenticchie rosse alla paprika: aspettando il Natale (2)

-8 a Natale! 
Allora come siete messi con i preparativi? ;-) Immagino che tutti i regalini siano già pronti e impacchettati sotto l'albero, ognuno con nome del suo destinatario; che abbiate già stilato menù e lista della spesa; che il congelatore sia pieno zeppo di tortellini e il pentolone con il brodo stia già borbottando pacifico sul fuoco... 
Se così fosse vi invidio da morire: la mia cucina attuale è fredda e spoglia, in frigo ci sono solo un triste cavolfiore e un quarto di zucca un po' malandata e l'albero... beh, nemmeno ce l'ho! 
Ecco, diciamo che quest'anno mi è un po' mancata l'atmosfera natalizia e tutti i magici rituali - dal presepio all'albero, dal brodo ai pacchettini - che ogni anno scaldano le lunghe settimane di dicembre. 
Ma non mi sono persa d'animo e nell'attesa di tornare a casa per godermi tutto questo, ho escogitato una vellutata semplice ma deliziosa, con soli due ingredienti : la zucca - l'onnipresente, adorata zucca ;-), si fonde alla perfezione con le lenticchie rosse, il tutto ravvivato dal tocco caldo e speziato della paprika. 
Le suddette lenticchie sono una delle mie ultime "scoperte" culinarie: hanno un sapore più delicato e una cottura più rapida rispetto a quelle classiche, oltre al fatto che non necessitano di ammollo. 
Sono povere di grassi ma ricche di ferro e proteine, e sono, ovviamente, buonissime! 
Per questo so già che saranno protagoniste di molti piatti quest'inverno, tra zuppe, vellutate e polpette, e forse le vedrete prossimamente anche su questi schermi ;-))
Vi lascio subito alla ricetta della vellutata: io la vedrei benissimo come antipasto semplice ma insolito, oppure come cena leggera, magari per depurarsi degli eccessi delle feste ;-)
VELLUTATA DI ZUCCA E LENTICCHIE ROSSE ALLA PAPRIKA
Ingredienti per 2:
60 g di lenticchie rosse decorticate
200 g di zucca pulita (io varietà delica)
1 scalogno
una manciata di semi di zucca per decorare
1 rametto di rosmarino 
paprika dolce in polvere 
sale, pepe e olio extravergine d'oliva q.b.
Brodo vegetale q.b.


1) Per prima cosa pulite la zucca e tagliatela a cubettini. Scaldate e tenete sempre in caldo il brodo vegetale. 

2) Fate dorare lo scalogno e il rosmarino tritato in un tegame con un paio di cucchiai d'olio extravergine d'oliva. Aggiungete le lenticchie insieme a un mestolo di brodo e lasciate cuocere per cinque minuti. 

3) Aggiungete anche la zucca, coprite di brodo caldo e proseguite la cottura per almeno altri 20 minuti: la zucca dovrebbe essere morbida e le lenticchie ben cotte. 
Salate, pepate e aggiungete la paprika a piacere.

4) Riducete il tutto in crema con il frullatore ad immersione e versate subito nei piatti.

Io ho servito la vellutata con delle stelline di pane ai cereali, una manciata di semi di zucca, un filo d'olio extravergine d'oliva e ancora un pizzico di paprika. 
Buon finesettimana a tutti e a presto!
E.  <3