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martedì 17 aprile 2018

Insalata di pollo con riso rosso e dressing al mango per "Passiamole in rivista"

Approfitto di un raro momento di quiete per soffiare via il sottile velo di polvere che ho lasciato depositare qui nelle ultime settimane.
Che cosa avrai mai da fare, a 20 anni?? 
Me lo chiedo anch'io, tutti i santi giorni, quando la sera la lancetta sfiora la mezzanotte, io chiudo finalmente i libri, spengo le luci e i punta di piedi mi infilo nel letto, cercando di fare più piano possibile per non svegliare chi, saggiamente, ha chiuso gli occhi già da un pezzo.
Sarà la mia incurabile precisione, o il mio inesistente "senso del tempo", o la mia inesauribile voglia di fare mille e ancora mille cose... ma non c'è una sera in cui vada a dormire soddisfatta di quello che sono riuscita a fare nella giornata, anzi, mi sembra sempre di rincorrere un treno già partito che non ha intenzione di fermarsi.
Ieri sera, però, quando la lancetta ha accarezzato il 12, ho deciso che era giunto il momento di tornare qui, dove il tempo si ferma per un attimo, e le parole e le immagini fanno bene al cuore.

Stamattina vi accolgo con una ricetta a cui sono particolarmente affezionata: sia perché sorprendente e buonissima (provare per credere!), sia perché rappresenta la realizzazione in piccolo di un mio grande sogno: scrivere per una rivista!
E vi spiego subito il perché: questa stravagante insalata proviene dal numero di marzo della rivista inglese "Olive", e io l'ho realizzata per la rubrica "Passiamole in rivista" di MAG ABOUT FOOD, la rivista online nuova di zecca della Community dell'MT Challenge!!
Per la ricetta completa vi rimando direttamente alla rubrica, dove potrete trovare tante altre proposte, tratte dalle riviste anglosassoni del mese scorso e reinterpretate a regola d'arte da altre blogger come me.
Correte subito a sfogliare Mag About Food! ;-))

E. <3

giovedì 20 aprile 2017

Il mio sartù (vegetariano) per l'MTC n°65

 L'MTC non sarebbe l'MTC se non ci fosse lei che una ne pensa e cento ne inventa... ma chi?? La grande boss, la Van Pelt ovviamente! E' inutile dare la colpa al terzo giudice, lo sanno tutti che c'è sempre lo zampino di quella donna diabolica straordinaria, che riesce a tirar fuori una sfida più temibile dell'altra.
E infatti, non ve lo volevo dire, ma in realtà MTC sta per Mo' Te Cucco, o Me Te Cucino, o forse per Ma Te la sei Cercata?
E certo che me la sono cercata, perché - scherzi a parte -  far parte della grande famiglia MTC è un onore, un'esperienza incredibile, un sfida continua... a volte ardua e sfiancante (letteralmente!), ma mai noiosa, soprattutto per me che in cucina ho ancora troppo da imparare ;-)
Questa volta il tema della sfida lo ha scelto Marina, del blog "Mademoiselle Marina": il sartù, ricco piatto napoletano, una sorta di timballo di riso ripieno.
Mai avrei immaginato di preparare un sartù, e forse mai lo rifarò (devo ancora recuperare del tutto le forze, giuro!),  ma quello che conta è averci provato, e aver imparato qualcosa di nuovo ;-)
Dopo notti insonni trascorse a passare in rassegna - e a bocciare - tutti i possibili ripieni, mi sono affidata a un evergreen di cui mai sarò stanca: erbette primaverili, lavate e cotte con tantissima cura da mamma ;-),  avvolte da una morbida crema di ricotta.
Nelle polpettine, anche queste vegetariane, le prime fave della stagione e la croccantezza appena accennata delle noci. E visto che per me non ci sono fave senza pecorino, gli ho trovato un posticino nella vellutata di accompagnamento, delicata e discreta come alla fine è apparso il mio sartù: ben distante dalle opulente tavole pasquali, ma perfetto per un semplice pic nic sull'erba fresca... 

SARTU' VEGETARIANO ALLE ERBETTE E RICOTTA CON VELLUTATA DI PECORINO 
Ingredienti per il brodo vegetale:
2 L di acqua
1 carota
1 cipolla 
1 gambo di sedano
1 patata
qualche foglia di bieta
2 baccelli di fave (lavati e tagliati in 3-4 pezzi)
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1 rametto di rosmarino fresco
1-2 rametti di timo fresco

In un pentolone alto e stretto mettete l'acqua fredda e le verdure pulite. Portate a ebollizione e lasciate cuocere a fuoco basso per un'oretta. Dieci minuti prima di spegnere aggiungete i chiodi di garofano, alloro, rosmarino e timo.
Tenete da parte 300 mL di brodo per la vellutata, mentre il resto servirà per cuocere il riso.

Ingredienti per il riso:
600 g di riso carnaroli
olio extravergine d'oliva, sale
50 g di parmigiano grattugiato
5 uova grandi

In una pentola capiente portate a ebollizione 1,5 L di brodo vegetale, salate con moderazione e cuocete il riso per 3/4 del tempo indicato.
Scolate bene il riso e conditelo subito con un giro d'olio extravergine d'oliva.
Quando è ormai tiepido, aggiungete il parmigiano e le uova, una alla volta, amalgamando bene con un cucchiaio di legno.

Ingredienti per le polpettine di fave, robiola e noci:
100 g di fave sgusciate (circa 700 g fresche)
30 g di gherigli di noce
50 g di pangrattato
70 g di robiola
qualche foglia di menta fresca
sale e pepe

Sgusciate le fave e scottatele per pochi minuti in acqua bollente; scolatele e passatele subito sotto l'acqua fredda.
Nel mixer mettete le noci, le fave, la robiola, la menta, sale e pepe e frullate per qualche secondo, in modo da ottenere un composto grossolano.
Aggiungete il pangrattato, aggiustate di sale e formate tante palline delle dimensioni di una nocciola.
Volendo potete friggerle: io le ho inserite nel ripieno così.

Ingredienti per il ripieno di erbette e ricotta:
450 g di erbette miste (peso già cotte e scolate)
Io ho usato 200 g di bieta, 130 g di puntarelle e 120 g di agretti.
200 g di ricotta fresca vaccina
sale, noce moscata
burro e pangrattato per lo stampo

Lavate le verdure e cuocetele in poca acqua salata, scolatele e strizzatele benissimo per eliminare quanta più acqua possibile.
Tagliuzzatele e amalgamatele alla ricotta, alla noce moscata e a un pizzico di sale se necessario.

Imburrate accuratamente uno stampo svasato di alluminio (diametro 20 cm, altezza 10-12 cm), cospargetelo di pangrattato scrollando le briciole in eccesso.
Formate un primo strato di riso alto 1 cm circa sul fondo dello stampo, pressando bene il riso con un cucchiaio o con le mani. Continuate anche lungo le pareti, fino a metà altezza della teglia.
Disponete metà delle erbette e delle polpettine, coprite con un altro strato di riso e terminate di ricoprire le pareti. Disponete le erbette e le polpettine rimaste e sigillate il sartù con altro riso. 
Cospargete la superficie con poco pangrattato e un giro d'olio (o qualche fiocchetto di burro) e infornate a 180°C per 35-40 minuti: i bordi del sartù devono staccarsi dalle pareti dello stampo.
Aspettate almeno 15 minuti prima di capovolgere e sformare il sartù su un piatto: finalmente tagliatelo a fette e servitelo con la vellutata di pecorino ben calda!
Ingredienti per la vellutata di pecorino:
300 mL di brodo vegetale
100 g di latte
40 g di burro
40 g di farina
70 g di pecorino grattugiato (per me pecorino fresco della Val d'Orcia)
scorza di mezzo limone bio
noce moscata
sale e pepe

Scaldate leggermente il latte insieme alla noce moscata e alla scorza di limone, poi aggiungete il pecorino, mescolando fino a farlo sciogliere completamente.
Preparate il roux: in un tegame fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, in modo da eliminare più acqua possibile. Allontanatelo dal fuoco e aggiungete la farina in un colpo solo, mescolando energicamente.
Rimettete sul fuoco e aggiungete il latte tiepido e il brodo a temperatura ambiente, mescolando in continuazione. 
Non appena sfiora il bollore, regolate la fiamma al minimo e lasciate sobbollire per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Al termine della cottura aggiustate di sale e pepe e coprite la vellutata con pellicola a contatto fino al momento di servire.
Che ne dite di quest'opera di architettura culinaria? Aspetto i vostri commenti, un bacio!!
E. <3

lunedì 20 marzo 2017

Terrina di salmone, asparagi e riso rosso integrale all'arancia per l'MTC n°64

Ironia della sorte, il giorno più leggero della settimana - anche più della domenica - per la sottoscritta è il lunedì, mentre il venerdì, che tutti aspettano con ansia, è il colpo di grazia finale dal quale mi riprendo solo a domenica inoltrata :-P
Questo lunedì inizia ancora meglio perché posso finalmente condividere con voi una ricetta un po' particolare, la mia terrina per la sfida n°64 dell'MT Challenge
Per chi ancora non avesse le idee chiare, tutte le informazioni su questa famigerata sfida sono qui
Il tema del mese, se non si fosse capito, è proprio la terrina, scelta da Giuliana Fabris del blog "La gallina vintage": qui potete trovare la ricetta originale. 
Quasi del tutto sconosciuta a una giovincella come me, la terrina è una sorta di ricco sformato che andava molto in voga negli anni '70. Di carne, di pesce, di verdure, in crosta o in gelatina... insomma, ce n'è proprio per tutti i gusti! 
E visto che le sfide sono sfide, invece che trincerarmi nel mondo noto e familiare delle verdure, stavolta mi sono buttata - letteralmente...a pesce! - in una terrina di mare (sarà la vicinanza della Riviera, sarà quest'arietta calda di primavera ;-) )...
Una terrina molto più sformato che terrina, in realtà, una fusion tra cucina mediterranea - l'arancia, l'olio d'oliva - sapori orientali - la curcuma, il riso rosso - e accenti nordici - il salmone e l'aneto, in un mix stranissimo, ma gradevole, di sapori e consistenze.
Non che non mi siano venuti dubbi in corso d'opera, specie quando mi sono ritrovata davanti il salmone da spellare - neanche sfilettare!! - e, frugando disperatamente nella mia testa alla voce "spellare" ho trovato un capitolo desolatamente vuoto... Oppure quando mi sono accorta, un'istante dopo aver infornato la famigerata terrina, che l'uovo che avevo previsto di infilare nel riso mi sorrideva pacioso dalla porta del frigorifero! 
Ma, come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere: l'ovetto di cui sopra è finito in degli squisiti burger vegetariani (prossimamente su questi schermi ;-) ) e la terrina... Beh, se volete sapere com'è finita la storia della terrina non dovete far altro che leggere sotto! ;-))
TERRINA DI SALMONE, ASPARAGI E RISO ROSSO INTEGRALE ALL'ARANCIA
Ingredienti per una teglia piccola da 20 cm:
1) Per la mousse di salmone e ricotta:
160 g di salmone fresco (trancio senza pelle)
3 cucchiai di succo d'arancia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche grano di pepe rosa
timo e aneto (freschi o essiccati)
100 g di ricotta fresca di pecora

Spellate il salmone, eliminate le spine e mettetelo in una ciotola con il succo d'arancia, l'olio d'oliva, sale, pepe rosa, timo e aneto. Lasciatelo marinare in frigo per mezz'ora, ogni tanto irroratelo con il suo sughetto.
Scolatelo dalla marinatura e cuocete il trancio a vapore per 10 minuti circa (a seconda dello spessore), lasciate raffreddare.
Frullate il salmone con la ricotta e un pizzico di sale fino ad ottenere una crema liscia.

2) Per il riso:
100 g di riso rosso integrale
2 cucchiai di parmigiano grattugiato

Cuocete il riso in abbondante acqua salata per 40-45 minuti: dovrà essere molto morbido.
Mescolate il parmigiano al riso ancora caldo e mettete da parte.

4) Per completare:
160 g circa di asparagi (12 asparagi medi)
1 porro
20 g di burro

Lavate gli asparagi e privateli delle estremità più legnose. 
Separate i gambi dalle punte e cuoceteli in acqua leggermente salata: i primi per 10 minuti circa, le seconde per 3-4 minuti.
Sfogliate il porro senza rompere le foglie, sbollentatele per 5 minuti e lasciatele asciugare bene su carta assorbente. Serviranno circa 4-5 foglie.

Composizione:
Imburrate generosamente la terrina e rivestitela con le foglie di porro, sovrapponendole leggermente e facendole debordare ai lati.
Disponete sul fondo il riso e compattatelo bene con il dorso di un cucchiaio per formare uno strato uniforme.
Versate sopra la mousse di salmone, livellatela e infine decorate con i gambi degli asparagi disposti in fila. 
Richiudete le foglie di porro eliminando l'eccesso.
Coprite la terrina (con l'apposito coperchio o un foglio di alluminio) e infornate a 160°C per 60 minuti. 
Sfornate e lasciate intiepidire prima di tagliare a fette.

Per gli asparagi in pastella al sesamo:
40 g di farina di avena integrale
50-60 g di birra chiara
1 cucchiaino di semi di sesamo
sale e pepe
olio di semi d'arachidi

Mescolate la farina d'avena e i semi di sesamo, aggiungete la birra mescolando fino ad ottenere una pastella fluida e senza grumi. Salate, pepate e fate riposare il frigo per una mezz'ora.
Immergete le punte di asparago nella pastella, scolatele rapidamente e friggetele in olio di arachidi bollente. (170°C sarebbe la temperatura ideale)
Servite subito, decorando a piacere con altri semi di sesamo.

Dip allo yogurt greco:
100 g di yogurt greco 
buccia grattugiata di mezza arancia
aneto e sale

In una ciotolina mescolate lo yogurt con l'aneto, un pizzico di sale e la buccia dell'arancia.

Salsa all'arancia, miele e curcuma:
3 cucchiai di succo d'arancia
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva (meglio se delicato)
1 cucchiaio di miele (per me di tiglio)
curcuma in polvere

In una ciotolina riunite il succo d'arancia, l'olio d'oliva, il miele fluido e la curcuma.
Sbattete con una forchetta per creare un'emulsione.
Se preferite una salsa più densa, simile alla maionese, frullate il tutto con un minipimer.
Buon lunedì! 
E. <3

sabato 4 febbraio 2017

Risotto alle pere, brie e noci


Buongiorno e buon sabato! ;-)
Come potete notare qui le pubblicazioni procedono un po' a rilento: tra la sessione in corso, le giornate di studio e il sonno arretrato, raramente riesco a trovare un attimo per sedermi, tirare il fiato e godermi un po' la pace di questo angolino. 
Ma non pensiate che qua non si cucini più come si deve! Certo, la pasta tonno e pomodoro e il minestrone surgelato sono sempre in agguato, ma dopo qualche giorno ora di tregua per riavermi dallo shock dei macarons, la mia testolina era di nuovo all'opera, inseguendo qualche ingrediente strano o spezia esotica per un nuovo piatto.
Per cui qua si cucina, eccome! Si sperimenta molto (e si mangia pure, un sacco!) e ogni tanto si fotografa ;-) Posso solo dirvi "stay tuned", e vi prometto che prestissimo si vedranno cosine interessanti!
Per oggi vi regalo la ricetta del mio risotto preferito - anzi, parimerito con quello spinaci, nocciole e stracchino, che trovate qui, nel caso ve lo foste perso.
Perché quando sono in dubbio, la risposta migliore è sempre un risotto ;-))
E' un risotto delicato e leggero, quasi dolce per via delle pere. Se preferite i sapori più forti, potete sostituire il brie con il gorgonzola. 
Non c'è altro da dire se non: provatelo! :-P

RISOTTO ALLE PERE, BRIE E NOCI

Ingredienti per 2 persone:
1 pera Williams (circa 350 g)
160 g di riso vialone nano
100 g di formaggio brie
20 g di gherigli di noci tritati + per la decorazione
1 scalogno
Brodo vegetale q.b.
Sale, pepe e olio extravergine d'oliva q.b.

1) Sbucciate la pera e tagliatela a cubetti piccoli. 
Fate imbiondire lo scalogno in una padella con qualche cucchiaio di olio d'oliva. 
Aggiungete il riso e fatelo tostare con un mestolo di brodo, quindi aggiungete i 2/3 dei cubetti di pera e portate a cottura, aggiungendo brodo caldo quando necessario.

2) Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete la pera rimasta e i gherigli di noce. Aggiustate di sale e pepe, spegnete e mantecate con il brie a pezzetti.

3) Servite subito decorando con qualche pezzetto di noce.
A piacere, potete profumare con un pizzico di cannella in polvere.

Buon weekend! ;-)
Un bacio, E. <3

martedì 29 novembre 2016

Risotto agli spinaci, stracchino e nocciole

Martedì 29 novembre… è già martedì!! Scorre velocissimo il tempo, non vi pare?
Avrei voluto pubblicare ieri questo post, e farvi compagnia nel giorno più temuto e odiato della settimana… ma facciamo finta di aver allungato un po’ il weekend ;-)
In effetti, dopo un fine settimana perennemente sopra i libri (qualcuno mi può ricordare perché mi sono iscritta all’università? :-P ), quest’ultimo me lo sono goduto un po’ di più, in dolce compagnia, a spasso per negozi e con la testa finalmente leggera.
Ma se ormai tutto questo è solo un ricordo, cerco di combattere la malinconia e la fatica della settimana con uno dei miei piatti preferiti: il risotto.
Per me il risotto, insieme alla zuppa, è l’inno al binomio pantofole-pigiamone, è il calduccio di casa al quadrato, la quintessenza del coccolarsi col cibo.
In quei giorni umidi e piovosi, quando il cielo è grigio e le folate gelide si infilano sotto il giaccone, quando infilare il naso nella sciarpa non basta e i litri di tè bollente nemmeno, l’unico antidoto è un risotto caldo e corposo, da rimestare con lentezza, in piedi accanto ai fornelli, godendosi il calduccio della fiamma e il borbottio del brodo e la fragranza del burro…
Vado pazza per i risotti anche per la libertà che lasciano negli abbinamenti: si lasciano addomesticare da qualsiasi ingrediente e sono la base perfetta, neutra ma corposa, per esaltare e moltiplicare l’intensità di ogni sapore, dal più delicato al più pungente.
Da qui la mia tendenza a risottizzare ogni abbinamento di sapori: per metterlo alla prova, e allo stesso tempo godermelo nella veste più semplice ;-))
Il risotto di oggi è uno dei primi che ho imparato a cucinare, ma, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai e quindi anche a distanza di anni rimane in vetta alla mia classifica dei risotti, insieme al trio zucca-spinaci-nocciole e… beh, non voglio rovinarvi la sorpresa, ma se continuate a seguirmi lo scoprirete presto! ;-)

Insomma, tante chiacchiere per presentarvi un risottino semplice, quasi scarno (difficile non avere in casa gli ingredienti!) quanto buono: un risottino un po’ minimal, ma che vi farà innamorare alla prima forchettata, promesso! :-P
RISOTTO AGLI SPINACI, NOCCIOLE E STRACCHINO


Ingredienti per 2:
160 g riso vialone nano
200 g di spinaci freschi
20 g di nocciole tostate e tritate
100 g di stracchino
1 scalogno
Brodo vegetale q.b.
Burro e parmigiano grattugiato q.b.
Noce moscata
Sale e olio extravergine d'oliva

1) Tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire con qualche cucchiaio d’olio in un’ampia padella.

2) Aggiungete un cucchiaio di brodo caldo, il riso e fatelo tostare per qualche minuto, quindi aggiungete gli spinaci lavati e tagliuzzati.

3) Portate a cottura aggiungendo brodo caldo poco alla volta (serviranno 15-20 minuti).

4) Qualche minuto prima della fine della cottura aggiungete le nocciole tritate, abbondante noce moscata grattata al momento e sale quanto basta.

5) Infine spegnete e mantecate con lo stracchino, e, a piacere, con burro o parmigiano grattugiato. Servite subito ben caldo!

Buona settimana a tutti… appuntamento alla prossima ricetta!

E. <3

mercoledì 27 aprile 2016

Risotto al radicchio, speck e noci

L'avrò detto centomila volte ma lo ripeto: amo la primavera, il caldo, l'estate, il sole... ma devo ammettere che anche l'inverno ha il suo fascino, soprattutto quando fa i bagagli e se ne va, portandosi dietro le ultime gelate e qualche fiocco di neve rimasto indietro.
E' il fascino della neve e della sera che scende prestissimo, dei maglioni di lana e delle tazze bollenti, del Natale, dei camini accesi, dei biscotti e delle torte e dei pani appena sfornati...
E allora come posso non salutarlo degnamente?? ;-)
Il mio arrivederci all'inverno è questo risotto dai sapori semplici e forse arcinoti, che si presta bene a uno di questi giorni freschi e piovosi, in cui sembra essere tornato uno sprazzo di inverno...

RISOTTO AL RADICCHIO, SPECK E NOCI
Ingredienti per 4:
350 g di riso
1 cipolla
1 cespo di radicchio
100 g di speck in una fetta
1/2 bicchiere di vino rosso 
Brodo vegetale q.b.
Noci (una decina)
Parmigiano grattugiato
Olio evo e sale q.b.

1) Tritate la cipolla e fatela rosolare in due-tre cucchiai di olio extravergine d'oliva, quindi aggiungete lo speck tagliato a cubetti e lasciate insaporire per qualche minuto. 
2) Aggiungete il riso insieme a un mestolo di brodo caldo e fatelo tostare finché i chicchi non diventano traslucidi. Quindi sfumate con il vino rosso e proseguite la cottura aggiungendo del brodo di tanto in tanto, per circa 15-20 minuti. 
3) Cinque minuti prima di spegnere, aggiungete il radicchio tagliato a striscioline sottili e le noci tritate finemente con un coltello. Mescolate bene e aggiustate di sale se necessario.  
4) Spegnete e mantecate con il parmigiano. Servite subito, decorando il piatto con qualche gheriglio di noce spezzettato.
Alla prossima! ;-)
E. <3

venerdì 6 novembre 2015

Risotto alla zucca e spinaci

Buonasera a tutti! :-)
Come al solito gli impegni pressano da tutte le parti... ma io sono più svelta di loro e sgusciando tra un libro e un altro riesco sempre a ritagliarmi un'oretta o due da dedicare a ciò che amo fare di più al mondo: cucinare (o pastrocchiare, mettetela come vi pare ;-) ).
Gironzolo in cucina, sbircio nel cesto della frutta, inizio ad aprire ante e scaffali alla ricerca di un rimasuglio di farina finito chissà dove, sfoglio qualche rivista...fino a che gli ingredienti non sono tutti allineati di fronte a me e una nuova ricetta prende forma.
Pesare, tagliare, mescolare, impastare...e infine aspettare: gesti ripetuti all'infinito, qualche volta soprappensiero, altre con più cura e attenzione, ma sono l'antidoto migliore alla fatica e alle preoccupazioni della giornata. 
Potrei rinunciare a tutto, ma non a questo momento magico, quando le lacrime si sciolgono nello zucchero e la tristezza si confonde con la farina, quando scopri che in una massa informe e sgraziata c'è ancora la forza per diventare una pagnotta calda e fragrante.
La magia di oggi è un risotto semplicissimo: zucca, la regina incontrastata della mia cucina ( e del blog!) in questi ultimi tempi, spinaci e noci, che hanno invaso la casa e che cerco di infilare un po' dappertutto. La terapia migliore in una tiepida domenica d'autunno... ;-)

RISOTTO ALLA ZUCCA E SPINACI
Ingredienti per 4:
280 g di riso
350 g di zucca pulita
150 g di spinaci già cotti
1 cipolla bianca
1/2 bicchiere di vino bianco
noci tritate a piacere (o nocciole)
100 g di brie
Brodo vegetale q.b.

1) Cuocete gli spinaci in pochissima acqua salata. Pulite la zucca e tagliatela a cubetti di 1-2 cm.
2) Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in due cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiungete la zucca e fatela insaporire, poi aggiungete qualche cucchiaio di brodo vegetale caldo (o di acqua) e lasciate cuocere per circa dieci minuti, fino a che la zucca non inizia ad essere morbida.
3) Aggiungete anche il riso e fatelo tostare per un paio di minuti, sfumate con il vino bianco, salate e portate a cottura, aggiungendo il brodo vegetale quando occorre.
4) Al termine della cottura aggiungete gli spinaci scolati e strizzati e le noci tritate, aggiustate di sale. Spegnete e mantecate con il brie a pezzi.
Lasciate riposare cinque minuti prima di servire.
NOTE:
- A me piace sentire "i pezzi" di un piatto (è per questo che preferisco le zuppa alla vellutata, la macedonia al frullato e così via ;-) ), perciò ho fatto cuocere la zucca solo 10 minuti in modo da lasciare i cubetti sodi. Se preferite, potete farla cuocere qualche minuto in più e passarla velocemente con il frullatore a immersione prima di aggiungere il riso: in questo modo si distribuirà più uniformemente. 
Stesso discorso per le noci (o le nocciole): potete aggiungerle a pezzettoni come ho fatto io, oppure ridurle in farina.

- Con la zucca rimasta ho preparato un contorno velocissimo: ho saltato in padella per 10-15 minuti la zucca a cubetti con un cucchiaio d'olio, rosmarino fresco e pochissima acqua. A fine cottura ho salato e aggiunto un pizzico di noce moscata.
A prestissimo!
E. <3

lunedì 15 giugno 2015

Risotto ai fiori di acacia (e qualcos’altro su di me)


Buongiorno e buon lunedì a tutti! :-)
Oggi voglio presentarvi un piatto un po’ insolito: molti di voi sapranno che con i fiori di acacia (anche detta robinia), si possono preparare delle ottime frittelle dolci, perfette da gustare a colazione o a merenda con un filo di miele o una spolverata di zucchero a velo. Ma non tutti forse immaginano che questi fiori dolci e profumatissimi si prestano anche a piatti salati, donando loro un gusto insolito e sorprendente. Ebbene sì, fino a poco tempo fa neanche io. Ma quando ti ritrovi con due ceste traboccanti di fiori freschissimi, appena raccolti con tanta cura dal babbo - mentre la sottoscritta vagava alla ricerca dell’amato finocchietto selvatico, ma questa è un’altra storia! ;-) – devi pur pensare a qualcosa di nuovo! E così mi è venuto in mente: perché non un risotto? E si è rivelata un’idea magnifica – salvo poi scoprire che la bravissima Claudia ci era arrivata prima di me…



E così scoprite un altro pezzettino di me: che amo la natura e tutto quanto ci offre; che adoro andare a caccia di erbe selvatiche (ma anche fiori in questo caso! ;-) ), scoprirne le proprietà e gli usi, non solo in cucina, rispettando i ritmi delle stagioni, che ci offrono ciò di cui abbiamo bisogno al momento giusto (sia benedetto il cocomero d’estate, e come faremmo senza le vellutate di zucca d’inverno?); che il mio colore preferito è l’azzurro, ma ultimamente lo sta diventando anche il verde; e se avrete voglia e pazienza di seguirmi, ne scopriremo delle belle!



Adesso, i fiori di acacia. So bene che fioriscono verso metà maggio, e che ormai a giugno inoltrato sarebbe un miracolo trovarli anche in un freddo paesino del nord… ma dovete scusarmi, non me la sono sentita di lasciare ricetta e foto per l’anno prossimo. Tanto più che il contest di Chiara ci capita proprio a fagiolo! Vorrà dire che, se vi avrò incuriosito, prenderete un appuntino sulla vostra agenda e magari l’anno prossimo ci provate e mi fate sapere se vi è piaciuta…

Perciò non mi dilungo oltre - perché sto prendendo davvero una brutta piega, ma mi perdonerete perché ci stiamo ancora conoscendo, vero? ;-)  – e vi lascio a questo insolito, quanto delizioso, risotto primaverile!                                                                                                                                           

RISOTTO AI PISELLI E FIORI DI ACACIA


Ingredienti per 4 persone:
320 g di riso
70 g di fiori di acacia (già puliti)
100 g di piselli (freschi, privati del loro baccello, o surgelati)
1/2 cipolla
½ bicchiere di vino bianco
brodo vegetale o acqua q.b.
erba cipollina fresca o essiccata a piacere
parmigiano grattugiato q.b.

Pulite i fiori di acacia separandoli dal loro rametto e pesateli. Sarebbe meglio non lavarli per non rovinarli, se li avete raccolti in una zona lontana dal traffico non dovrebbe essere necessario.
Sbollentate i piselli per circa 7-8 minuti, scolateli e passateli sotto l’acqua fredda per preservare il colore.
In una padella larga fate appassire la cipolla tritata con qualche cucchiaio d’olio; quindi aggiungete anche il riso e fatelo tostare per qualche minuto, finché i chicchi non sono traslucidi. Sfumate con il vino bianco, poi coprite con il brodo e lasciate cuocere per 10 minuti circa.
Aggiungete i fiori di acacia e l’erba cipollina tritata, salate e proseguite la cottura mescolando di tanto in tanto e aggiungendo il brodo quando necessario.
Qualche minuto prima della fine della cottura unite anche i piselli sbollentati.
Spegnete, aggiustate di sale e mantecate con il parmigiano. Servite subito, decorando con qualche fiore fresco.

Nota:
A noi è piaciuto così, semplicemente, ma se qualche temerario come me vuole assecondare il gusto dolce dei piselli e dei fiori, può aggiungere un filo di miele (magari d’acacia): fidatevi, dona un tocco davvero unico! :-)


 Con questa ricetta vorrei partecipare al contest di Kucina di Kiara e ER Creazioni - categoria "Ricette vegetariane".

E. <3