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venerdì 3 marzo 2017

Vellutata tiepida di carote, lenticchie rosse e arancia


Marzo. La primavera si avvicina a grandi passi, ogni tanto ci ripensa, torna a nascondersi dietro le nuvole, ma si dimentica qualche margherita e quel profumo di terra e foglie nuove. 
Mi ricordo che da bambina mi sforzavo di seguire tutto il suo percorso, dalla prima gemma all'ultima foglia verde, senza lasciarmi sfuggire nulla: controllavo ogni mattina gli alberi del viale, contavo le gemme le foglie, le spiavo aprirsi pian piano, tingersi di verde. 
Ma poi all'improvviso, come per magia, mi alzavo un giorno ed era tutto verde, tutto fresco, tutto nuovo, e non riuscivo a capacitarmi di come potesse essere successo tutto in una notte. 
E allora mi rendo conto che per la prima volta non potrò veder nascere la mia primavera, osservarla invadere le mie colline, spargere margherite sul prato davanti casa, sbocciare nei fiori screziati di rosa del nostro giardino. 
È tempo di partire, dico a me stessa, ed è proprio quando devi partire che capisci il valore di tutto quello che ogni giorno hai sempre avuto sotto gli occhi, ma senza vederlo davvero. 
Sta arrivando la primavera, ma io non riesco a smettere di postare zuppe. Vorrei giurarvi che questa è l'ultima, ma non è vero...però posso assicurarvi che è una zuppetta "da primavera", buonissima tiepida o anche fredda, dolce e fresca allo stesso tempo, e piena di colore ;-)
L'ispirazione viene da una ricetta della superbrava Rossella, potete trovare l'originale qui: io l'ho riadattata alla disponibilità del mio frigorifero, omettendo alcuni ingredienti.
E' davvero semplicissima da preparare, perfetta sia se vi imbattete in un pugno di carote dimenticate sul fondo del frigorifero, sia se avete la fortuna di trovare le prime carote della stagione, fresche e tenere. 
Se non amate il gusto piccantino dello zenzero potete tranquillamente ometterlo.  
Per una vellutata ancora più cremosa, potete aggiungere una piccola patata pelata e tagliata a cubetti, oppure guarnire con una cucchiaiata di panna fresca o yogurt bianco, appena prima di servire.
VELLUTATA TIEPIDA DI CAROTE, LENTICCHIE ROSSE E ARANCIA ALLO ZENZERO
Ingredienti per 2:
400 g di carote pulite
100 g di lenticchie rosse decorticate bio
1 cipolla rossa
succo di 1/2 arancia
1 cm di zenzero fresco
paprica dolce in polvere
sale, pepe e olio evo q.b.

1) Pelate le carote e tagliatele a rondelle.
2) Affettate sottilmente una piccola cipolla rossa e fatela appassire con due cucchiai d'olio extravergine d'oliva. Aggiungete le carote e lasciatele insaporire qualche minuto, quindi unite le lenticchie, il succo di mezza arancia, lo zenzero fresco grattugiato e la paprica.
Coprite di acqua calda (o brodo vegetale caldo) e portate a cottura: ci vorranno circa 20-25 minuti perché le carote devono ammorbidirsi per bene.
Al termine della cottura aggiustate di sale.
3) Riducete in purea le verdure con il mixer a immersione, tenendo da parte qualche rondella di carota per la decorazione. Per un sapore più fresco, potete aggiungere a crudo un cucchiaio di succo d'arancia.
4) Servite la vellutata tiepida o fredda, con un giro d'olio extravergine d'oliva e una fetta di pane integrale.

A prestissimo! 
E. <3

mercoledì 15 febbraio 2017

Voilà les macarons... e la legge di Murphy (per l'MTC n° 62)


Meglio tardi che mai: è già la parola d'ordine della mia vita, ma potrei seriamente pensare di proporlo come epitaffio della mia tomba.
Meglio tardi che mai, arrivo in extremis con il mio contributo alla sfida MTC di gennaio: il tema? E' presto detto. 
Avete presente quei dolcetti tanto carini e colorati che spopolano nelle vetrine delle pasticcerie più chic e francesi? Che sembrano così deliziosi e innocenti, che promettono gioia e goduria ad ogni morso? Ecco, non fidatevi mai di loro.
Io l'ho imparato a mie spese, e sempre a mie spese ho fatto la conoscenza della famosa legge di Murphy, quella del toast che cade sempre dal lato imburrato, quella che dice più o meno così: "se qualcosa può andar storto, lo farà".
A partire dalla farina di mandorle che ha rischiato di bruciarsi in forno, passando per la meringa smontata, il colorante sbiadito e il termometro impazzito, per concludere in bellezza con la ganache rovesciata sui fornelli e la desolante miseria di props di una minuscola e sgangherata cucina universitaria.
Insomma, un'esperienza che ha tutte le carte in regola per essere spedita nel dimenticatoio con tanto di chettepossino ... eppure, in fondo in fondo mi sono divertita a fare la parte della pasticcera pasticciona che non ne combina una giusta, ed è stato bellissimo ritrovarsi insieme per un momento - amiche e coinquiline ;-) - "unite" da una causa comune, pronte a dare una mano a mescolare, versare e alla fine sì, anche a consolare.
E allora sapete che vi dico? Quasi quasi un giorno ci riprovo ;-)

MACARONS AL CIOCCOLATO BIANCO, COCCO E MELAGRANA
MACARONS AL CIOCCOLATO FONDENTE, CAFFE’ E ARANCIA

Ingredienti per circa 30 macarons (15+15):
150g zucchero al velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi (almeno 3 giorni), divisi in due ciotole da 55g l’una
150g zucchero semolato
50ml di acqua

Colorante rosso (Io ne ho utilizzato uno 100% vegetale, ottenuto da ravanelli, ribes nero e mela. Purtroppo la pecca dei coloranti vegetali è che risultano molto più tenui di quelli sintetici. E anche questo l’ho imparato a mie spese.)

Farcitura al cioccolato bianco, cocco e melagrana:
200 g di cioccolato bianco
50 g di panna fresca
50 g di succo di melagrana
20 g di farina di cocco
15 g di burro

Farcitura al cioccolato fondente, caffè e arancia
125 g di cioccolato fondente (55% cacao)
100 g di panna fresca
2 cucchiaini di caffè solubile
25 g di burro
Zeste di un’arancia non trattata

1) TPT.

Tostate leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10 minuti. Lasciate raffreddare completamente.
Passate al mixer la farina insieme allo zucchero al velo e setacciate più volte per ottenere una polvere finissima.
Incorporate i primi 55g di albume crudo al TPT con una spatola di silicone, fino ad ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.
Dividete a metà la pasta di mandorle e aggiungete il colorante rosso a una delle due parti.

2) MERINGA ITALIANA.
Versate lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserite un termometro e cuocete a fuoco medio.  Quando la temperatura arriva a 115° simultaneamente cominciate a montare i rimanenti 55g di albume ad alta velocità. Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzate un pennello bagnato in acqua fredda e passatelo sui lati.
Quando il termometro raggiunge i 118° versate lo sciroppo a filo sulla meringa (non ancora completamente montata) facendolo scivolare sul lato della ciotola. Continuate a montare per un altro minuto. Poi diminuite la velocità e montate ancora per circa 2-3 minuti o fin quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo. Solo quando la temperatura sarà scesa a 40°C, la meringa potrà essere aggiunta alla pasta di mandorle.

3) MACARONAGE.
Incorporate inizialmente una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido. Aggiungete la restante meringa usando una spatola in silicone, mescolando dal centro verso i lati esterni e raccogliendo continuamente l’impasto. L’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade con una certa difficoltà. 
Riempite con la meringa una sac-à-poche con bocchetta liscia da 8-10 mm di diametro, facendo attenzione a non creare bolle d’aria.
  
4) POCHAGE.
Tenendo la tasca verticale a circa 2cm dalla teglia, formate dei bottoncini di impasto (diametro massimo 3.5 cm). Potete utilizzare l’apposito tappetino in silicone oppure disegnare dei cerchi sulla carta forno. Picchiettate delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macaron ed eliminare eventuali bolle d’aria.

5) CROUTAGE.
Lasciate riposare i gusci a temperatura ambiente, da almeno 30 minuti a 2-3hs. Questa operazione è molto importante per creare il famoso collarino.
I gusci sono pronti per essere infornati quando, sfiorando delicatamente la superficie di un guscio, la pasta non si incolla alle dita.

6) COTTURA.
Infornate a 180° per i primi 2-3 minuti fino a che si forma il collarino e il macaron si solleva leggermente. Poi abbassate la temperatura a 140-150° e cuocete per ulteriori 10 minuti.
Una volta cotti, togliete la teglia dal forno e fate scivolare il foglio dei macaron su un ripiano fino al completo raffreddamento.
Staccate delicatamente i macaron dalla carta forno e con l’indice create un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante.

7) GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO.
Tritate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria.
Portate a bollore la panna con il succo di melograno e aggiungete i liquidi al cioccolato fuso in tre volte, mescolando bene ogni volta. Infine aggiungete il burro a cubetti e la farina di cocco.

8) GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE.
Tritate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria.
Portate a bollore la panna con la zeste di arancia e il caffè solubile, mescolando per farlo sciogliere.
Quindi aggiungete la panna al cioccolato fuso in tre volte, mescolando bene ogni volta. Infine aggiungete il burro a cubetti.
Per emulsionare meglio le ganache, alla fine passatele con il frullatore a immersione.

9) FARCITURA.
Riempite con le ganache due sac à poche (potete utilizzare sempre lo stesso beccuccio da 8-10mm oppure uno leggermente più grande).
Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Delicatamente guarnite con una generosa porzione di farcia la metà di gusci, avendo cura di lasciare un bordo di circa 3mm. Assemblate i macaron con i gusci restanti sovrapponendoli a quelli farciti, e girando molto delicatamente fino a che la farcia non sia ben evidente tra i gusci.
Adagiate i macarons su un vassoio coperto di carta da forno e trasferite in frigorifero per circa 24 ore. Prima di servire, lasciateli 2 ore a temperatura ambiente.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°62, avente come tema I macarons, proposti da Ilaria Talimani del blog Soffici:



Un abbraccio e buona giornata! 
E.<3

mercoledì 20 aprile 2016

Baci di sole: biscottini ai pistacchi, olio d'oliva e lemon curd per l'MTC 56

Il tempo passa un po' troppo velocemente, non vi pare? ;-)
Ogni anno mi piace accompagnare passo passo la primavera nel suo percorso: fiutare il suo arrivo nell'aria, scoprire le prime gemme sui rami, vedere aprirsi le foglie più tenere e trasformarsi in chiome folte e fruscianti. Quest'anno, invece, eccola qui, all'improvviso: un mare di verde e una pioggia di margherite venute da chissà dove.
È ancora aprile, ma maggio sta per arrivare, e da lì a giugno il passo è breve... Che dite, corro un po' troppo? Forse, ma questo clima mite mi ha messo addosso una voglia pazzesca di sole, mare e vacanze - chi non ne ha bisogno in questo periodo?? ;-) - ed ogni strana voglia e fantasia, come potete immaginare, non tarda a riversarsi in cucina...
Quando ho scoperto il tema della sfida di questo mese, ammetto di aver fatto i salti di gioia: finalmente un dolce! 
E guardando la primavera dalla finestra sono nati questi biscottini: dei piccoli "baci di sole", che racchiudessero in un solo morso tutto il calore, il profumo e la luce del Mediterraneo. Olio extravergine d'oliva delle colline liguri, pregiati pistacchi siciliani e agrumi maturati al sole delle terre del Sud: questi gli ingredienti ideali della frolla, sognando e aspettando le vacanze già dal tavolo della colazione ;-)
Un barattolino di prezioso lemon curd, cremina paradisiaca nonché retaggio del mio viaggio in Inghilterra della scorsa estate (ma presto proverò a farlo in casa!), ha completato il quadro, donando freschezza e cremosità alla frolla croccante.
Una noticina "tecnica" è d'obbligo: sostenitrice sfegatata e di lunga data della frolla all'olio d'oliva, mi sono subito buttata su questa scelta. Ho modificato solamente la quantità di olio, (sostituito con l'acqua, che funge da legante in mancanza degli albumi e dona croccantezza all'impasto) e ho utilizzato il famoso "metodo Montersino" da tempo consolidato, che ho scoperto grazie a Luca e Monica di Fotocibiamo e di cui vi ho già parlato qui e qui.
La dose di farina prevista dopo aver bilanciato la ricetta è di 240 g, ma durante la lavorazione ho dovuto aggiungerne altri 10 g perché l'impasto risultava troppo morbido.
E ora bando alle ciance: pronti a sdraiarvi sulle spiagge dorate della Sicilia, sotto le fronde di profumatissimi limoni?? ;-))

BACI DI SOLE: BISCOTTINI AI PISTACCHI, OLIO D'OLIVA E LEMON CURD
Ingredienti per due teglie (circa 40 biscotti singoli)

240 g + 10 g di farina 00
50 g di pistacchi sgusciati non salati
40 g di tuorli (circa 2)
75 g di olio di riso
45 g di olio extravergine d'oliva delicato
30 g di acqua fredda
100 g di zucchero a velo
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di un piccolo limone (io 1 cucchiaino di estratto naturale di limone homemade)
buccia grattugiata di un'arancia non trattata (io 1 cucchiaino di pasta di arance homemade)

1) Tritate molto finemente i pistacchi: dovrete ottenere una farina.

2) Mescolate la farina setacciata, il sale e la farina di pistacchi e disponete questi ingredienti a fontana sulla spianatoia. Mettete al centro lo zucchero e gli aromi.

3) Montate con il frullatore a immersione i tuorli con l'acqua, quindi aggiungete i due tipi di olio a filo, fino ad ottenere una sorta di maionese chiara e consistente.

4) Versate la "maionese" al centro della fontana e iniziate ad amalgamare gli ingredienti con una forchetta, terminate di impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo.
In questa fase ho aggiunto 10 g di farina perché l'impasto risultava troppo morbido, in ogni caso non esagerate perché si tratta di una frolla.
Avvolgete il panetto con la pellicola trasparente e fate riposare in frigo per almeno due ore.

5) Stendete l'impasto tra due fogli di carta forno allo spessore di 3 mm circa, ritagliate i biscotti con la formina che preferite (io ne ho utilizzata una rotonda smerigliata da 5 cm di diametro).
Sistemate i biscotti ben distanziati su una teglia rivestita di carta forno (sennò rischiate che il "bacio" avvenga in cottura :D) e metteteli in frigo per un'altra ora.

6) Cuocete in forno statico a 170°C per 10-12 minuti, a seconda dello spessore dei biscotti.
Sfornate e lasciate raffreddare bene, poi farcite i biscotti a due a due con un cucchiaino di lemon curd.
NOTE:
- Non essendoci né burro né albumi, questa frolla risulta molto delicata. Abbiate pazienza nella stesura e cercate di non aggiungere farina ma ricompattate i ritagli di pasta senza impastare troppo (altrimenti la formazione del glutine renderebbe i biscotti gommosi).
- Conservate i biscotti già farciti in frigo per un giorno al massimo, ma sarebbe meglio conservarli in una scatola di latta e farcirli di volta in volta.
- Potete sostituire i pistacchi con le mandorle o utilizzare solamente olio di riso.

Con questa ricetta partecipo all'MTC 56, che ha per tema I BISCOTTI, proposto da Dani e Juri di "Acqua e menta":
A prestissimo!
E. <3

lunedì 4 gennaio 2016

Marmellata di arance speziata: primo post dell'anno


Primo post dell'anno... non ha qualcosa di solenne, decisivo e insieme spaventoso questa cosa?
E' come avere di fronte a sé una sconfinata pagina bianca, o forse un quaderno ancora intonso che aspetta di essere aperto, sfogliato, scritto, stropicciato, strappato, disegnato, vissuto. 
Lo apro, trepidante, e annuso il profumo della carta nuova, ma esito ancora prima di scrivere il mio nome sulla prima pagina.
Immagino le storie che verranno raccontate su queste pagine, e mi chiedo se saranno più quelle a lieto fine o quelle tristi, se saranno scritte in rosso, in nero, in azzurro o in verde, quali saranno i personaggi e quali i luoghi, i viaggi, le scoperte.
E soprattutto mi chiedo chi sarò diventata quando sarà ora di scrivere, sull'ultima pagina, la parola FINE.

Mi piacciono gli inizi. Ma questo 2016 è arrivato un po' troppo in fretta, portando con sé cambiamenti inaspettati, progetti, novità e sorprese, alcune delle quali potrete vedere proprio qui sul blog: innanzitutto l'arrivo in casa di una reflex, regalo del mio diciottesimo compleanno, e l'inizio della mia partecipazione all'MT Challenge, la sfida culinaria più famosa ed emozionante del web! 
Sarà un anno decisivo, gli impegni saranno tanti e forse anche le delusioni, ma non ho la minima intenzione di lasciar da parte questo angolino: io ci sarò, e voi? ;-)

Per iniziare al meglio questo nuovo anno, niente torte trionfali, piatti elaborati o opere di ingegneria culinaria... solo una marmellata. Preparata una mattina di dicembre, quando la luce del sole non faceva ancora pensare all'inverno alle porte. 
Non troppo dolce, ma ricca del profumo delle spezie, che amo e che mi fanno pensare ogni volta a un camino acceso, a un bicchiere bollente di vin brulé, ai biscotti di Natale...
Buon inizio a tutti! :-)) 


MARMELLATA DI ARANCE SPEZIATA
Ingredienti per 3 vasetti da 250 ml:
1200 g di arance non trattate, con la buccia spessa (pesate intere)
400 g di zucchero semolato
1 limone
1 baccello di vaniglia
1 stecca di cannella
4 stelle di anice stellato
2 chiodi di garofano
4 capsule di cardamomo





1) Sbucciate le arance: tagliate la calotta superiore e inferiore e incidete la buccia a spicchi, tenendo da parte quella di 2-3 frutti.
Pelate a vivo le arance, eliminando la pellicina bianca amara che copre gli spicchi, e tagliate a pezzi la polpa in una ciotola, raccogliendo anche il succo.
Riprendete la buccia e con un coltellino affilato eliminate tutta la parte bianca, quindi tagliate ogni spicchio in tante striscioline. (Ci vuole pazienza, vi avviso! :-) )

2) Raccogliete nella stessa ciotola la polpa, la buccia a striscioline, lo zucchero, il succo del limone e tutte le spezie: lasciate interi l'anice stellato, la cannella e i chiodi di garofano. Invece aprite le capsule di cardamomo, pestate i semini al mortaio e uniteli alle arance. Incidete nel senso della lunghezza il baccello di vaniglia, raschiate i semini con la parte liscia del coltello e aggiungeteli al resto, insieme al baccello vuoto tagliato in 2-3 parti.

3) Mescolate il tutto e lasciate macerare per almeno 4 ore, tutta la notte sarebbe perfetto.

4) Trascorso questo tempo mettete la marmellata sul fuoco e portatela a bollore; lasciatela addensare a fuoco basso, mescolando spesso, per circa un'ora, godendovi il profumo delle spezie che si diffonde nell'aria... ;-)
Per verificare se la marmellata è pronta versatene una piccola quantità su un piattino freddo, aspettate qualche secondo e inclinatelo: se scorre lentamente è ora di invasettare!

5) Eliminate le spezie e riempite immediatamente dei barattoli puliti e sterilizzati con la marmellata ancora calda, chiudendoli con dei coperchi nuovi, sterilizzati anch'essi. Capovolgeteli subito per creare il vuoto e lasciateli raffreddare completamente prima di etichettare e riporre in un luogo buio e fresco.
Se il vuoto si è formato correttamente, schiacciando la capsula del coperchio non dovete sentire il "clack": in questo modo la marmellata si conserva per molti mesi.

NOTE:
- Potete variare a vostro piacimento quantità e qualità delle spezie, ma vi sconsiglio di utilizzare quelle già pronte in polvere nei vasetti: hanno ben poco dell'aroma originario!

- Se non amate i pezzetti di buccia potete ometterli, così come potete frullare leggermente la marmellata pronta con il frullatore a immersione per una consistenza più omogenea.

- STERILIZZARE I VASETTI è importante!
Lavateli bene e immergeteli in una pentola piena d'acqua, fateli bollire per mezz'ora, separandoli tra loro con dei canovacci per evitare che si rompano urtandosi; gli ultimi dieci minuti immergete anche i coperchi. Infine disponete vasetti e coperchi su una teglia foderata di carta forno e lasciate asciugare in forno a 100°C. Riempite i barattoli quando sono ancora caldi.
Alternativa rapida: Disponete i vasetti e i coperchi puliti su una teglia, sterilizzateli direttamente in forno a 100°C per 15 minuti.
Per ulteriori approfondimenti sul tema, vi rimando al post di Simona, chiaro, completo e impeccabile: lo trovate qui.

Non mi resta che salutarvi, augurandovi il meglio per questo nuovo anno:
vi auguro di cucinare un sacco (e mangiare altrettanto! :D ); 
di sperimentare i piatti più strani e riuscire in quello che non vi è mai venuto (a me ne sono già venuti in mente una decina!);
di viaggiare, sia con il corpo che con la mente, tornando a casa più ricchi di prima;
di trovare spazio per una passione che aspetta da tempo di essere ascoltata; 
di progettare, sognare, costruire, senza lasciarvi abbattere dagli insuccessi, ma anche di riposarvi e non pensare a niente...
e soprattutto vi auguro di fare tutte queste cose con e per le persone che amate di più!! :-)

A presto, anzi, a prestissimo! 
E. <3